Spari in strada, 4 arresti prima della fuga

20 Aprile 2021

La lite finita nel sangue alla zona industriale: albanesi accusati di tentato omicidio. Il 23enne ferito ancora in gravi condizioni

LANCIANO. Li hanno fermati mentre si preparavano a fuggire, dopo aver aggredito quattro connazionali e averne ferito uno, in modo grave e permanente, sparandogli alla schiena. Tre albanesi sono stati bloccati a Fossacesia, un altro ad Altino. I quattro, in stato di arresto, dovranno rispondere di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi, in concorso tra loro. Indagini lampo dei carabinieri di Lanciano, agli ordini del maggiore Vincenzo Orlando, che insieme ai colleghi della compagnia di Ortona e del Nucleo investigativo di Chieti hanno ricostruito l’accaduto e sventato il pericolo di fuga dei presunti responsabili. Questi sono: Altin Pojana, 39 anni, residente a Fossacesia, che ha materialmente sparato il colpo, Amarildo Ferko, 23, residente ad Altino, Florenc Kurti, 25 anni, e Behar Gjoka, 22, entrambi residenti in località Selva di Altino.
Come ricostruito dai carabinieri, poco dopo le 20 di domenica, in una via senza sbocco della zona industriale di contrada Follani, i quattro hanno atteso l’arrivo di altrettanti connazionali per discutere di un diverbio scaturito poco prima, all’esterno di un bar di corso Trento e Trieste, apparentemente per futili motivi. Al locale erano in quattro, due per parte, e tra spintoni e offese («Che ci fai con questi barboni?»), complice qualche bicchiere di troppo, la faccenda sembrava chiusa lì. Invece poco dopo una fazione chiama l’altra al telefono: «Vediamoci sennò vi veniamo a massacrare di botte a casa». Gli altri accettano di incontrarsi ma chiamano rinforzi. All’appuntamento, nel piazzale tra l’ex Allegrino e lo stabilimento Plastvetro, arrivano in quattro per parte, a bordo di auto di grossa cilindrata malgrado risultino tutti senza lavoro: un suv Mercedes per il gruppo di Fossacesia-Altino e un’Audi A6 per quello di Lanciano-Frisa. Il primo gruppo, però, è armato. Pojana mostra da sotto la giacca la pistola calibro 38 che ha portato con sé, mentre un altro del gruppo maneggia un bastone. Gli altri quattro, come verificato dai carabinieri, sono invece disarmati. L’incontro, nelle intenzioni chiarificatore, degenera subito: il 39enne estrae la pistola e mira a un connazionale. Il primo colpo fa cilecca, ma il secondo va a segno: K.O., 28 anni, residente a Lanciano, mentre corre via viene raggiunto dal proiettile alla schiena. E.S., 23 anni, viene colpito alla testa con un bastone. I quattro, poi, si danno alla fuga, mentre gli altri albanesi soccorrono gli amici. Il più grave è il 28enne, trasportato dal 118 all’ospedale di Pescara.
Il proiettile ha colpito la colonna vertebrale e rischia lesioni permanenti. La prognosi è riservata. Le condizioni del 23enne, ricoverato all’ospedale di Lanciano per ferite al capo, non destano invece particolari preoccupazioni. La fuga dei quattro connazionali non dura molto. I carabinieri di Lanciano, insieme ai colleghi di Ortona, sono da subito sulle loro tracce: tre vengono bloccati a Fossacesia, mentre sono in procinto di allontanarsi. Il quarto, che si era staccato dal gruppo a bordo di un’altra auto, viene rintracciato ad Altino, dove è domiciliato. Arrestati in flagranza di reato, vengono tutti condotti nella caserma di via Del Verde.
Nel piazzale della zona industriale viene recuperato il bossolo esploso, mentre continua la ricerca della calibro 38 di cui gli arrestati si sarebbero disfatti. Il suv Mercedes utilizzato dal gruppo degli aggressori è sotto sequestro. I quattro, difesi dagli avvocati Gaetano Pedullà, Silvana Vassalli e Camillo La Morgia, sono rinchiusi in carcere, due a Vasto, uno a Pescara e uno a Isernia, in attesa dell’udienza di convalida degli arresti.