Sparita la scritta storica Cassa di Risparmio

Ma la Soprintendenza boccia la pubblicità su palazzo de Mayo: «Non sta bene con l’architettura»
CHIETI. In attesa dell’incorporazione di Banca Teatina in Ubi che sarà realtà dalla settimana prossima, spariscono anche le ultime tracce della vecchia Carichieti. Compresa la scritta Cassa di Risparmio della provincia di Chieti sulla sede storica della banca in corso Marrucino. La scritta è stata tolta ieri mattina e l’operazione ha fatto più rumore di quanto ci si potesse aspettare. In tanti si sono rivolti anche al Comune, chiedendo di controllare. L’ente si è attivato e ha attestato che è tutto in regola. Visto che l’operazione si limitava a togliere la scritta storica e a dare una ripulita alla facciata dell’edificio. Per mettere una nuova scritta al posto della vecchia, bisognerà, invece, ottenere permessi specifici, visto che si tratta di un palazzetto antico che non può essere deturpato.
Sul vicino palazzo de Mayo frena, invece, la Sovrintendenza archeologia belle arti e paesaggio. Una lettera del soprintendente Rosaria Mencarelli boccia l’istallazione di alcune pubblicità su palazzo de Mayo. «Riscontro a richiesta di autorizzazione per “installazioni di mezzi pubblicitari - Ubi Banca”», si legge nell’oggetto della lettera della Mencarelli, «preavviso di diniego». Esaminata la documentazione presentata a novembre scorso, «considerato che le caratteristiche linee architettoniche della fine del XVIII secolo verrebbero depauperata da un intervento che nulla ha di stile e di architettura, ma è una mera manifestazione di pubblicità avulsa dal contesto edilizio, non solo dell’immobile sul quale verrebbe collocata, ma anche del contesto edilizio più ampio di questa parte della città di Chieti, questa Soprintendenza, per quanto esposto, comunica che ricorrono le condizioni per emettere un parere negativo».
C’è, però, un periodo di tempo per presentare delle osservazioni. (a.i.)

