Spaventata dai cinghiali finisce in ospedale

SAN VITO CHIETINO. Finisce in ospedale dopo essere stata rincorsa dai cinghiali. È la disavventura capitata a una 73enne residente in via San Rocco Vecchio, a circa un chilometro e mezzo dalla...
SAN VITO CHIETINO. Finisce in ospedale dopo essere stata rincorsa dai cinghiali. È la disavventura capitata a una 73enne residente in via San Rocco Vecchio, a circa un chilometro e mezzo dalla piazza del paese. Mercoledì sera, dopo le 20,30, R.M., che abita in un casolare insieme al marito, era uscita appena fuori casa, sul marciapiedi, quando ha sentito vicino a sé il grugnito di un cinghiale. Si trattava di un’esemplare femmina con i suoi cuccioli che, forse sentitosi minacciato, ha caricato la 73enne. Al buio l’anziana ha sentito solo la presenza del cinghiale vicino ai piedi. A quel punto ha iniziato a correre e gridare, riuscendo a mettersi in salvo dentro la sua abitazione non senza aver rimediato un incredibile spavento. Accorso alle grida della moglie, G.Z. ha trovato la coniuge terrorizzata e tremante di paura per il pericolo scampato. Alla fine l’anziana si è calmata e moglie e marito sono andati a dormire. Ma non è passato molto tempo che R.M. ha iniziato a sentirsi poco bene, le mancava il respiro. Il marito ha quindi chiamato il 118 e nel cuore della notte la 73enne è stata caricata sull’ambulanza e portata al Pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Per due giorni è rimasta in osservazione, attaccata ai macchinari e monitorata costantemente dai medici, con i familiari che le hanno potuto fare visita solo un’ora al giorno. Solo ieri pomeriggio è stata dimessa ed è potuta tornare a casa.
«Mia moglie si è sentita male per la paura dei cinghiali», racconta il marito, G.Z., «attorno a casa nostra è pieno di questi animali, arrivano fino a un metro e mezzo dal muro di casa. Li vediamo a tutte le ore, la mattina alle 7 come alla sera, ma finora non era mai successo nulla del genere». «Un episodio increscioso», interviene Massimo Lucà Dazio, presidente del Fai (Fondo ambiente italiano) Abruzzo e Molise e amico della coppia, «è talmente elevata la quantità di questi animali nelle nostre zone, che girano indisturbati anche nel centro abitato. È una marea che cresce e sembra non si riesca a trovare una soluzione per un serio spopolamento. Questo non è il primo caso e non sarà l’ultimo, ma chi vive in campagna non merita di essere abbandonato all’istinto di questi animali». (s.so.)
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