Spazi fuori a bar e ristoranti, si lavora all’intesa
Lanciano. Dehors, Comune e Soprintendenza verso la collaborazione sulle autorizzazioni
LANCIANO. Un protocollo d’intesa tra Comune e Soprintendenza allo scopo di semplificare le procedure per la concessione di suolo pubblico nelle aree di interesse storico e architettonico della città. A questo sta lavorando l’amministrazione comunale per quanto riguarda il posizionamento dei dehors, ossia le strutture mobili con tavolini, sedie e ombrelloni posti all’esterno dei locali. Siglando un patto di collaborazione con la Soprintendenza, in cui vengono fissati criteri e paletti, in futuro basterà chiedere l’autorizzazione solo al Comune.
Nei giorni scorsi il percorso è iniziato con un incontro preliminare tra le associazioni di categoria, l’assessore al commercio Francesca Caporale e Vincenzo Scarci della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo. A contrapporre i commercianti e l’organo di tutela dei beni paesaggistici è il concetto di temporaneità di pedane e gazebo. «La nostra richiesta è di una temporaneità che sia non nell’arco dell’anno ma nell’autorizzazione», spiega l’assessore Caporale, «ossia di non dare autorizzazioni a tempo indeterminato ma fino a un massimo di cinque anni. La Soprintendenza, invece, fissa la temporaneità sui dodici mesi. La nostra proposta invece è di estendere l’autorizzazione all’intero anno magari con accorgimenti, ad esempio tenendo il dehor chiuso durante l’inverno e d’estate smontando solo la parte perimetrale. C’è una problematica di costi, per lo stoccaggio, il montaggio e lo smontaggio, che il commerciante deve sostenere. L’impegno dell’amministrazione è di trovare un connubio tra la conservazione dei presìdi architettonici e le esigenze dei commercianti, che necessitano di queste aree esterne».
Al momento la trattativa è ferma sulla concessione di autorizzazioni per non più di sette mesi. «È una piccola conquista ma non è sufficiente», interviene Mirco Spinelli, presidente di Confesercenti Lanciano, «nei restanti cinque mesi si dovrebbe passare agli ombrelloni, ma chi lo dice che questa soluzione sia esteticamente più bella? Ci sono dehors, come a Firenze, che abbelliscono le zone in cui sono montati. Bisogna mettersi nei panni di chi spende soldi per queste strutture per dare un servizio in più ai clienti. Siamo d’accordo a fissare criteri e caratteristiche che tutti devono rispettate, ma l’auspicio è che vengano superati sette mesi». (s.so.)
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