Spedizione punitiva in casa con bastonate e sassate: tre fratelli finiscono in cella

6 Aprile 2024

Nel mirino l’ex marito della donna con cui uno degli arrestati convive attualmente: gli hanno puntato il coltello per strappargli il telefono e non fare chiedere aiuto

ORSOGNA. Le bastonate e i colpi di pietra, i pugni e il coltello puntato alla gola. Così tre fratelli di Orsogna, lo scorso 21 marzo, hanno aggredito in casa e mandato in ospedale l’ex marito dell’attuale convivente di uno di loro e i suoi genitori. Ieri mattina, gli autori della spedizione punitiva sono stati arrestati dai carabinieri per lesioni personali, violazione di domicilio, rapina, porto abusivo di armi e danneggiamento: Andrea, Giovanni e Simone Melidei, rispettivamente di 40, 44 e 36 anni, si trovano ora rinchiusi nel carcere di Lanciano. Nei guai è finita anche Patrizia Insolia, 57 anni, la compagna di Giovanni, che deve rispondere degli stessi reati dopo aver assistito al pestaggio e fornito supporto morale: per lei è scattato il divieto di avvicinamento alle vittime, ovvero il capofamiglia Rocco Del Colle, il figlio Giuseppe e la moglie Concetta Troiano. Il provvedimento è stato firmato dal giudice Luca De Ninis su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Marika Ponziani. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Orsogna.
IL MOVENTE
«La moglie separata di Giuseppe Del Colle, oggi convivente di Andrea Melidei», si legge nell’ordinanza, «ha denunciato l’ex per violazione degli obblighi di assistenza familiare, lamentando il mancato adempimento del contributo di mantenimento della figlia nata dal loro matrimonio. Di contro, Giuseppe lamenta di non essere stato messo in condizioni di vedere e frequentare la bambina, circostanza che ha causato il definitivo deterioramento dei loro rapporti. È chiaro quindi che l’ingresso clandestino di Andrea Melidei nell’abitazione dei Del Colle sia stato finalizzato a ottenere tale contributo economico e che, alla ferma reazione dei genitori di lui, l’indagato non ha esitato a ricorrere alla violenza, per poi essere temporaneamente respinto e richiedere l’intervento dei propri congiunti, in una sorta di spedizione punitiva».
LA PRIMA AGGRESSIONE
Alle nove di sera del 21 marzo, mentre si erano appena seduti a tavola per mangiare nella loro casa di contrada Barannale, nonostante il cancello esterno che delimita l’area recintata fosse stato chiuso con il chiavistello, i tre componenti della famiglia Del Colle hanno sentito qualcuno sbattere con insistenza sul portoncino d’ingresso. Concetta Troiano e il marito sono andati ad aprire e si sono trovati davanti Andrea Melidei che, con arroganza, ha fatto presente di aver scavalcato il cancello e di dover parlare con loro, cercando di entrare in casa. Ne è nata una colluttazione: Andrea ha raccolto da terra una pietra con la quale ha colpito per due volte in testa la donna. In difesa di Concetta sono intervenuti il marito e il figlio: inseguito per un breve tratto, l’aggressore è scappato.
LA SECONDA AGGRESSIONE
Dopo un po’, Andrea Melidei si è ripresentato, stavolta in compagnia dei fratelli Simone, armato di mazza da baseball, e Giovanni, che impugnava un coltello a serramanico ed era spalleggiato dalla convivente. Dopo averli invitati invano ad allontanarsi, Rocco Del Colle ha sparato in aria, a scopo intimidatorio, un colpo di fucile (l’arma è regolarmente detenuta). Andrea lo ha sfidato, avvicinandosi e gridando: «In faccia mi devi sparare, non ho niente da perdere, dopo sono c... tuoi». A quel punto Rocco e la moglie sono diventati bersaglio di una seconda aggressione: Giovanni ha ripetutamente colpito con la mazza il capofamiglia e il figlio Giuseppe. Quest’ultimo, una volta caduto a terra, è stato avvicinato da Simone, che gli ha puntato il coltello alla gola per poi strappargli il cellulare dalle mani e non consentirgli di telefonare al 112. Andrea si è inoltre accanito su Concetta, facendola sbattere contro una panca in ferro. Solo allora gli aggressori si sono allontanati, prima dell’arrivo dei carabinieri.
«SONO PERSONE VIOLENTE»
«Le modalità delle condotte», scrive il giudice De Ninis, «sono chiaramente evocative di personalità inclini alla violenza e alla risoluzione privata, con la forza, dei contrasti insorti per ragioni legate alla gestione dei rapporti, personali ed economici, di Giuseppe Del Colle con la ex moglie». E ancora: «La personalità dei tre fratelli Melidei trova conferma nei loro trascorsi criminali: consolidati e incentrati sui reati in materia di stupefacenti, ma non privi di ulteriori condanne per reati contro il patrimonio ed espressione di violenza rivolta alle cose e alle persone». Di conseguenza, «nessuna alternativa alla misura della custodia cautelare in carcere può essere ritenuta valida» per contenere il rischio di reiterazione dei reati, definito «concreto, attuale e intenso». Anche «la contiguità delle abitazioni degli indagati con quella delle persone offese consentirebbe loro in qualsiasi momento di mettere in atto un’azione di ritorsione violenta contro i denuncianti».
IL BLITZ
All’alba di ieri, è scattato il blitz dei carabinieri della compagnia di Ortona, con l’ausilio del cane antidroga Bagheera del nucleo cinofili di Chieti. Nel corso delle perquisizioni a casa degli indagati sono stati sequestrati lo smartphone sottratto a una delle vittime nonché la mazza da baseball e il coltello presumibilmente utilizzati per l’aggressione.
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