Spesa gratis ai parenti, 5 indagati Nei guai finisce anche il direttore

La cassiera infedele faceva rubare di tutto alla madre, al padre e alla zia: dalla carne fino alla Nutella Coinvolto il responsabile del discount: portava via buste piene di salumi. La polizia scopre l’imbroglio
CHIETI. Carne, insaccati e salumi. Ma anche Coca-Cola, Nutella, salmone norvegese e patate. Dagli scaffali del supermercato prendevano di tutto e, con la complicità della cassiera, uscivano senza pagare. Il proprietario del negozio si è insospettito, ha segnalato l’anomalia alla polizia e dalle indagini è venuto fuori che la dipendente infedele permetteva ai parenti di fare la spesa gratis. Non solo: anche il direttore del punto vendita, che in teoria doveva vigilare sull’operato dei suoi collaboratori, è stato scoperto mentre rubava prodotti da banco. Adesso in cinque sono accusati di furto aggravato: la cassiera D.M., 27 anni, la madre D.T. (50), il padre G.M. (51) e la zia M.T. (49), tutti di Chieti, e il direttore A.D.B. (41), nato a Pescara e residente a San Giovanni Teatino. Il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. A portare avanti l’inchiesta è stata la sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile di Chieti, diretta dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio.
I fatti sono avvenuti nel 2019 in un discount di Chieti. A incastrare gli indagati sono principalmente le immagini del sistema di videosorveglianza che, incrociate con gli scontrini, hanno permesso di svelare il sistema che D.M. aveva escogitato per agevolare i familiari. In sostanza, la dipendente non passava sullo scanner i prodotti più costosi. Così i congiunti potevano tornare a casa con le buste piene: pagavano solamente la merce con prezzi irrisori e risparmiavano, in un colpo solo, anche centinaia di euro. Non è possibile quantificare con precisione il danno, perché i fotogrammi delle telecamere non sono così nitidi da consentire di individuare tutti i prodotti, ma i generi alimentari rubati ammontano a diverse migliaia di euro. Qualche esempio concreto? Il 30 agosto la madre della cassiera ha pagato 20 «pezzi» ma ne ha portati via ben 63. Due giorni prima, invece, un altro parente era andato a fare la spesa due volte nella stessa giornata: nella prima circostanza aveva pagato solo 10 prodotti su 29, mentre nella seconda uno su 5. La dipendente e i suoi familiari erano talmente certi di farla franca da rubare anche merce dal costo contenuto, come un fardello d’acqua. Per non parlare poi dei prodotti più costosi, come spezzatino di carne, surgelati e salumi. Mentre la madre e la zia della cassiera sono state subito identificate perché conosciute anche dagli altri dipendenti, i poliziotti sono arrivati al padre grazie a un dettaglio emerso dalle telecamere del parcheggio: una grossa ammaccatura su una fiancata della sua automobile.
Al direttore, invece, per il momento viene contestato un singolo episodio: essersi impossessato, senza pagare, di due buste piene di carne, salumi e altri generi alimentari.
Gli indagati, difesi dall’avvocato Corradino Marinelli, respingono le accuse.
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