Spese per sistemare il Corso: indagine della Corte dei conti

8 Novembre 2020

La magistratura contabile apre un fascicolo sul mutuo da 1,3 milioni concesso al Comune nel 2013 L’opera, che richiama il disegno del gioiello della Presentosa, è stata conclusa ma manca il collaudo  

LANCIANO. La Corte dei conti punta i riflettori su corso Trento e Trieste. Le indagini, secondo alcune indiscrezioni in un Palazzo di città “blindato” sull'argomento, riguarderebbero non solo il mutuo da 1.314.493 euro che è stato finanziato nel 2013, quando invece poi l’opera è stata avviata qualche anno dopo (mentre il Comune ha proseguito a pagare gli interessi), ma anche sui costi e sulla posa in opera dell’importante progetto che ha di fatto cambiato il volto del centro cittadino. Le verifiche sarebbero partite da esposti anonimi e andrebbero avanti da settimane.
Il “Corso Presentoso” ha scatenato da sempre una ridda di polemiche e reazioni sull'opportunità di un'opera così costosa; sulla sua estetica e infine sulla manutenzione dell’infrastruttura. Il Corso infatti, si è da subito rivelato come un’opera fragile, bisognosa di costanti e costose manutenzioni, una fra tutte la pulizia. Per spazzare e lavare il Corso Presentoso senza arrecare abrasioni sul gres porcellanato, simile a quello in uso nelle case, è necessario sapone neutro e una particolare macchina lavasciuga che consente di non rovinare la preziosa decorazione a intarsi composta da migliaia di microtessere. Il costo annuale per il servizio offerto da EcoLan è di 36mila euro. E anche l’ordinaria manutenzione si sta rivelando più impegnativa del previsto.
Dalla fine della scorsa primavera ad occuparsi con cadenza settimanale delle mattonelle del Corso che continuano a “saltare”, non è più la ditta esecutrice dei lavori, la Pq Edilizia e Strade srl di Campobasso, ma il settore dei Lavori pubblici con tecnici e operai comunali. I punti più critici, dove si ripetono le fratture delle mattonelle, restano le intersezioni di via Dalmazia e via De Crecchio a causa del passaggio di auto e mezzi pesanti.
E restano aperte alcune incognite. Prima fra tutte il destino della parte finale del Corso, ancora non ripavimentata, a seguito di una voragine apertasi nell’agosto 2018 che ha dato il via, oltre che al ripristino dello stato dei luoghi, anche a un’accurata indagine del sottosuolo e del pericolo idraulico e idrogeologico della zona compresa tra piazza Plebiscito e piazza D’Amico.
I lavori sono terminati, ma il Corso non è collaudato: la ditta ha fornito un certificato di regolare esecuzione. «La riqualificazione del Corso è un’opera strategica che meritava di essere eseguita», interviene l’assessore ai lavori pubblici, Giacinto Verna che non vuole commentare sulle indagini della Corte dei conti, «sono state completate tutte le verifiche tecniche sui materiali e sui prodotti utilizzati che non hanno fatto rilevare particolari criticità. Rispetto alla posa in opera sono state attivate invece tutte le procedure legali di contestazione alla ditta esecutrice previste dalla legge».
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