Spettacolo al Tricalle L’urlo dei teatini per Ciccone e Cataldo

14 Ottobre 2020

Applausi a Porta Pescara per l’impresa del vincitore Sagan La gioia degli appassionati: «Una festa per la nostra città»

CHIETI. Il primo a sbucare sulla salita del Tricalle, davanti all’arco di Porta Pescara, è stato il vincitore di tappa, il tre volte campione del mondo Peter Sagan, tallonato dal campione del mondo a cronometro Filippo Ganna. Poi è arrivato il gruppo con il beniamino di casa Giulio Ciccone e il miglianichese Dario Cataldo. E sul “muro” di Chieti, la bretella che porta al Tricalle dalle pendenze impossibili, è stato spettacolo. Mascherina sul volto, i tanti appassionati di ciclismo, allineati sulle rampe come su una tribuna naturale, se lo sono goduto fino in fondo: la fatica sul volto di Sagan, che ha continuato a fare show fino all’arrivo a Tortoreto; la rincorsa del gruppo; il passaggio del “geco” di Brecciarola (così chiamato perché, come l’animaletto che si arrampica sui muri, Ciccone si arrampica sulle montagne) e dello “squalo” Vincenzo Nibali, in squadra proprio con Ciccone.
In via Olivieri c’era uno dei tanti striscioni per il brecciarolese: «L’Ater Chieti tifa per il suo campione Giulio Ciccone», c’era scritto sul grosso telo bianco davanti alla sede dell’istituto per le case popolari presieduto da Antonio Tavani. In tanti sono arrivati ad applaudire i ciclisti con l’applauso più forte d’incoraggiamento per gli ultimi. Vincenzo e Roberto, due tifosi neroverdi, hanno portato la sciarpa del Chieti calcio da sventolare davanti ai corridori. Pierluigi D’Intino ha tifato i ciclisti di casa ma rammaricato per «Ciccone che deve ancora ritrovare la forma dopo la malatti», ha detto riferendosi al coronavirus che ha contagiato lo scalatore, costringendolo a interrompere gli allenamenti. Il casalese Giuliano Malandra è arrivato in sella alla sua bici da corsa, dove conserva sempre un mazzolino di fiori, ciclista dall’animo gentile appassionato di montagna tanto che «da metà maggio sono stato già 67 volte sul Blockaus in bicicletta. E qualche volta ho incontrato anche Ciccone. Anzi, più che altro l’ho visto passare, perché mi sorpassava a velocità doppia». Lorenzo De Liberato, appassionato di mountain bike, è arrivato con il figlio di 4 anni Edoardo, che va già in bici «senza rotelle», come ha tenuto a specificare il ciclista in erba. Per lui la bellezza del Giro è stata anche l’asilo chiuso, l’elicottero che vola basso e le motociclette a tre ruote. E così per tanti, al netto dei disagi delle strade chiuse, la tappa teatina del Giro, curata sempre da Maurizio Formichetti, è stata una festa.