Spettro chiusura per la Halliburton

Ortona, lavoratori infuriati per l’annuncio dei 30 esuberi. Petaccia (Cgil): c’è il rischio che l’azienda lasci
ORTONA . Lavoratori infuriati e sul piede di guerra. Oggi i sindacati chiederanno chiarimenti ai vertici dell’azienda e solo dopo il confronto si deciderà il da farsi. L’apertura di trenta procedure di mobilità nei confronti di altrettanti lavoratori alla Halliburton Italiana srl, multinazionale attiva nel settore degli idrocarburi, ha scatenato l’ira delle maestranze e delle rappresentanze sindacali, che non si aspettavano un tale scenario. Ieri pomeriggio lavoratori e sindacati si sono riuniti in assemblea ad Ortona per analizzare la situazione. È emersa la rabbia degli stessi lavoratori, che hanno fatto le loro domande temendo che si vada sempre più verso la chiusura dello stabilimento ortonese. Oggi alle 10, invece, è previsto il primo incontro ufficiale con l’azienda. Si tiene negli uffici pescaresi di Confindustria, alla presenza di sindacati e Rsu. Ad essere interessata dall’ondata di licenziamenti è quasi il 30% della forza lavoro della sede di Ortona, all’interno della quale complessivamente sono occupate 104 persone. Delle trenta procedure di mobilità avviate dall’azienda, 26 riguardano operai e quattro impiegati. Nella comunicazione inviata ai rappresentanti sindacali, la Halliburton si limita a parlare di «licenziamenti per riduzione del personale, a seguito di crisi del settore e conseguenti esigenze tecniche, organizzative e produttive per le quali non si ritiene di poter adottare altre soluzioni». Intanto, però, Carlo Petaccia, segretario generale Filctem Cgil di Chieti, rimarca una «comprensibile arrabbiatura dei lavoratori. C’è la paura che l’azienda possa lasciare. Domani (oggi per chi legge, ndc) faremo di tutto per utilizzare gli strumenti alternativi ai licenziamenti, ma se l’azienda non si dimostrerà disponibile a queste stesse alternative», conclude Petaccia, «a quel punto saremo disposti a tutto». Ciò significa ipotesi sciopero, qualora i vertici aziendali oggi non appaiano disponibili a trattare alle condizioni che i sindacati porteranno sul tavolo.
Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale di centrodestra, Angelo Di Nardo, che esprime preoccupazione per la situazione venutasi a creare. «Invitiamo l’amministrazione comunale ad adoperarsi con ogni mezzo al fine di salvaguardare i livelli occupazionali», è l’appello del consigliere d’opposizione, «la Halliburton ha sempre rappresentato un punto di riferimento a livello locale, con importanti risvolti economici e occupazionali anche per l’indotto. I nuovi esuberi, che seguono i 60 licenziamenti che hanno già colpito lo stabilimento ortonese lo scorso anno, rischiano di minare irreparabilmente le capacità operative dell’azienda. Anche per questo chiediamo al sindaco di farsi parte attiva, interloquendo con le parti in causa».
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