Spia i dati sui colleghi: carabiniere a giudizio

È accusato di accesso abusivo al sistema informatico. Il comando provinciale dell’Arma parte offesa
VASTO. Sono stati controllati per mesi senza saperlo, e in modo illecito, da un collega carabiniere, Antonio De Lellis, 57 anni di Chieti. È quanto hanno scoperto Marco De Salvia, 62 anni, ex comandante della prima sezione del nucleo investigativo dei carabinieri di Chieti, oggi in pensione, noto nel Vastese per le operazioni antidroga, il maresciallo maggiore Giuseppe Mancino, in servizio fino a qualche mese fa a San Salvo, e il luogotenente Antonello Carnevale, 60 anni, anche lui in servizio in passato a San Salvo. Spulciati illegalmente da De Lellis anche i dati di un cittadino romeno, Paul Dragalai, 44 anni, domiciliato a San Giovanni Teatino. A indagare è stata la Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila. Il giudice del Tribunale dell’Aquila, Guendalina Buccella, su richiesta del pubblico ministero Guido Cocco, ha disposto il giudizio immediato. L’udienza è fissata al 7 febbraio. De Lellis, difeso dall’avvocato Luca Paolucci, stando a quanto riportato nel capo d'imputazione, in qualità di appuntato scelto dell’Arma all’epoca dei fatti in servizio al nucleo investigativo del comando provinciale di Chieti, «con una condotta contraria ai doveri del proprio ufficio e abusando delle proprie funzioni, accedeva con le credenziali a lui attribuite al sistema informatico della Banca dati delle forze di polizia, sistema telematico di interesse militare e pubblico, effettuando la consultazione di dati sensibili di diversi colleghi e altre persone per ragioni diverse dall’espletamento delle funzioni legate al proprio ufficio in palese violazione delle disposizioni di legge». L’illecito si sarebbe protratto dal 29 novembre 2022 al 21 maggio 2023. Il Comando provinciale dei carabinieri di Chieti risulta parte offesa nel procedimento penale. Lo stesso i colleghi del militare. Ad assistere i tre carabinieri, che si costituiranno parte civile, sono gli avvocati Alessandro Orlando, Fiorenzo Cieri e Alessandro Cerella. «Il mio cliente De Salvia è costernato», dice l’avvocato Cerella. «Per lui è stato davvero traumatico scoprire quello che accadeva». (p.c.)
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