«Spinelli anche sui campi di calcio»

L’accusa: minorenni adescati a scuola e agli allenamenti. Lo spacciatore resta zitto davanti al gip
VASTO. Resta in carcere Ferdinando Bevilacqua, 30 anni. Davanti al silenzio del giovane, accusato di spaccio ed estorsione a danno di minori, durante l’interrogatorio di garanzia in tribunale, il gip Anna Rosa Capuozzo non ha esitato a rimandare il trentenne in cella. Bevilacqua si è avvalso della facoltà di non rispondere. E anche il difensore dell’indagato, l’avvocato Raffaele Giacomucci tace e, per il momento, non ha presentato alcuna istanza al giudice. «Vista la gravità delle accuse ritengo di dover prima prendere visione delle carte processuali. Solo quando avrò letto tutti gli incartamenti deciderò il da farsi», afferma il legale. Un atteggiamento che conferma la delicatezza del caso e l’importanza di quello che hanno scoperto i carabinieri.
Con l’ arresto di Bevilacqua i militari ritengono di aver bloccato l’inquietante meccanismo messo in atto dall’indagato per costringere i ragazzini a rubare per pagare la droga. Oggetti in oro del valore di centinaia di euro per saldare il debito di dieci euro di hascisc non pagate. La vicenda ha scosso l’opinione pubblica vastese, soprattutto perché le vittime a loro volta sono state costrette a rubare.
E hanno solo 15 anni. Venivano adescati nei luoghi più frequentati dagli adolescenti: davanti a scuola, ma anche sugli spalti dei campi di gioco. Non è stato facile per i carabinieri riuscire ad acquisire prove contro Bevilacqua. Le vittime non parlano. I militari hanno fatto un certosino lavoro di indagine, riuscendo a mettere insieme i tasselli del puzzle. La videosorveglianza ha dato una mano e così pure i punti vendita “Compro oro”, dove Bevilacqua portava i monili fatti rubare dagli adolescenti. Gli investigatori hanno scoperto che l’accusato faceva leva sulla vulnerabilità degli adolescenti. Li tentava con dosi di hascisc che costavano solo dieci euro. Mostrando una grande generosità, rimandava la riscossione.
Peccato che una volta presa la dose, la somma di dieci euro cresceva di giorno in giorno e con il passare del tempo diventava una cifra astronomica per ragazzini di soli 15 anni. A questo punto le vittime, con le minacce, erano costrette a rubare l’oro delle mamme, in casa. L’accusato non faceva, però, tutto da solo. C’è anche un minore che è stato segnalato alla Procura per i minori dell’Aquila e non è escluso che i carabinieri riescano ad identificare altri possibili complici. La vicenda potrebbe essere solo all’inizio. Il maggiore Giancarlo Vitiello torna a chiedere la collaborazione dei cittadini. Chi è in grado di aiutare i militari e difendere ragazzini a rischio è stato invitato a fornire il proprio contributo. «Chi sa parli», è il messaggio lanciato dai carabinieri.
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