Spinte e pugni nel centro profughi

20 Febbraio 2016

Schiavi d’Abruzzo, scoppia la rissa durante la fila per la mensa: denunciati nove ospiti della struttura

SCHIAVI D’ABRUZZO. Una risposta seccata per una precedenza non data. Futili motivi, scaramucce verbali e gli animi che si scaldano. Un crescendo di rabbia fino ad arrivare allo scontro fisico. Nove extracomunitari sono stati denunciati dai carabinieri perché ritenuti responsabili di una rissa avvenuta, giovedì all’ora di pranzo, nel centro di accoglienza di Schiavi che li ospita.

La litigata pare sia nata mentre i ragazzi erano in fila con gli altri 50 ospiti nella sala mensa. Alcuni di loro erano particolarmente nervosi a causa di intoppi burocratici. L’umore, insomma, non era dei migliori. È bastato il gesto sgarbato di un giovane in fila per accendere il nervosismo. Prima qualche parola di troppo, poi qualche spintone e infine sono volati anche i pugni.

A chiamare i carabinieri, segnalando quello che stava accadendo, è stato il responsabile della struttura. I militari sono immediatamente arrivati.

Le indagini e il racconto di alcuni testimoni hanno permesso agli investigatori di accertare che, a prendere parte alla furiosa lite, sono stati tre giovani di origine afgana, quattro pakistani e altri due originari del Gambia. Tutti e nove dovranno rispondere dei reati di rissa e danneggiamento. Per il momento restano nel centro di accoglienza.

I responsabili della cooperativa Matrix, che gestisce il centro di accoglienza nell’Alto Vastese, hanno tuttavia segnalato come da prassi quello che è accaduto al prefetto di Chieti, Antonio Corona.

I profili dei ragazzi denunciati saranno adesso esaminati. Qualora qualcuno di loro risultasse recidivo rischia l’espulsione. Il responsabile della cooperativa Matrix è molto attento al comportamento dei ragazzi. A detta di tutti i testimoni pare proprio che sia stato il nervosismo a prendere il sopravvento e che, passata la buriana, i nove ragazzi si siano stretti la mano.

Anche in paese sperano che sia così. In fondo ormai a quei giovani che arrivano da tanto lontano sono tutti affezionati. Il sindaco Luciano Piluso, impegnato ieri per tutto il giorno, non ha commentato l’accaduto. Difficilmente, comunque, dopo la denuncia i nove giovani replicheranno comportamenti troppo irruenti. Sanno bene di rischiare il rimpatrio ed è l’ultima cosa che vogliono.

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