Sporting club, indagato il gestore L’accusa: «Abuso edilizio e falso»

Dopo il sequestro di alcune aree della struttura, ora uno dei responsabili finisce sotto inchiesta La procura: lavori per ampliare gli edifici svolti in una zona a rischio frane e senza le autorizzazioni
VASTO. C’è un indagato dopo il sequestro di alcune aree dello Sporting club, a Vasto, ritenute difformi dal progetto originale o non autorizzate. Si tratta di P.D.A., 58 anni, legale rappresentante dello Sporting club e gestore (insieme ad altre 3 persone) dell’impianto sportivo comunale in via Parco Muro delle Lame, a cui sono contestate le accuse di abuso edilizio e falso.
LE ACCUSE
Secondo la procura l’uomo, nonostante l’area fosse gravata da vincolo paesaggistico e dal pericolo di dissesto idrogeologico piuttosto elevato, avrebbe ristrutturato e ampliato l’edificio che ospita la Club House, demolendo la tettoia che c’era e realizzato una sala ristorante, una dispensa, una piscina e un terrazzamento. Lavori svolti senza il nulla osta della Soprintendenza dei beni culturali e paesaggistici e dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appenino centrale. E sono proprio queste le strutture poste sotto sequestro dalla procura. All’indagato viene anche contestata la presentazione al Suap (sportello unico attività produttive) di una “Scia” (cioè una segnalazione certificata di inizio attività commerciale) per avviare la somministrazione di alimenti e bevande in un’area esterna di 87 metri quadri, «dichiarando falsamente di avere rispettato le norme urbanistiche-edilizie», si legge nelle carte, «ben sapendo che la pratica presentata il 26 maggio 2022 era ancora in fase istruttoria e quindi non era stato rilasciato alcun provvedimento conclusivo».
LA DIFESA
La procura non ha posto sigilli, invece, ai campi da tennis e di padel dello Sporting Club, al momento utilizzabili dai clienti. Per quanto riguarda le opere ritenute abusive, i legali dell’indagato, gli avvocati Arnaldo Tascione e Giuseppe Gileno stanno preparando una sanatoria. «Abbiamo grande considerazione del lavoro della procura», dichiara l’avvocato Tascione, «conoscendo peraltro la particolare sensibilità del procuratore Giampiero Di Florio riguardo alla tutela del territorio e dell’ambiente. È giusto che le opere di riqualificazione dell’intero parco sportivo avvengano nel pieno rispetto della normativa urbanistica ed idrogeologica, ove necessario anche attraverso un loro ridimensionamento». Non è escluso quindi che, qualora ritenute troppo ingombranti, alcune strutture dell’impianto possano essere ridotte. Nello specifico le opere a cui la polizia giudiziaria ha messo i sigilli sono l’immobile monopiano, denominato Club House, con annesso ristorante “Aquamare”, dispensa, tettoia, piscina e le aree esterne terrazzate del Parco Muro delle Lame di proprietà del Comune (nominato custode delle opere sequestrate).
L’AVVERTIMENTO DI AGOSTO
Lo Sporting club è stato inaugurato a luglio scorso. Pare che, a seguito di alcune denunce, già ad agosto i tecnici comunali durante un sopralluogo avessero accertato la realizzazione di opere in assenza di titoli edilizi e per le quali era stata emessa una diffida finalizzata alla demolizione. Una segnalazione a quanto pare ignorata e così, lunedì, nel corso di una visita della polizia giudiziaria, le irregolarità sono state confermate e segnalate alla procura che a quel punto ha disposto il sequestro per motivi di sicurezza. (p.c.)

