«Sporting club, opere abusive» Scattano i sigilli della Procura

17 Novembre 2022

La polizia giudiziaria nell’impianto realizzato al Parco Muro delle Lame e aperto lo scorso luglio Una denuncia alla base del blitz. La struttura è dotata di campi da tennis, padel, ristorante e piscina 

VASTO. Opere difformi dal progetto originale o non autorizzate e quindi abusive. Sono questi i motivi che hanno portato al sequestro di diverse aree dello Sporting Club, la struttura sportiva inaugurata il 14 luglio scorso al Muro delle Lame e che in 4 mesi ha ospitato centinaia di appassionati di sport. A disporre il sequestro parziale del villaggio sportivo è stato il procuratore capo della Procura di Vasto, Giampiero Di Florio, dopo la visita ispettiva della polizia giudiziaria. Gli agenti hanno controllato palmo a palmo la struttura, verificando soprattutto le opere contestate. A seguito della loro relazione, la Procura ha quindi ordinato l'apposizione dei sigilli.
Tutto è iniziato con un denuncia presentata in Procura in cui si lamentavano abusi nell'impianto. Secondo indiscrezioni le opere ritenute abusive sarebbero sanabili. Gli avvocati dei gestori sono già al lavoro per questo. Lo Sporting club è considerato un fiore all'occhiello della città. I gestori del nuovo impianto sono Paolo D’Amico, Pino D’Alessandro, Valerio e Roberto Tascione. La struttura ha rivalutato e ristrutturato completamente l'area del Muro delle Lame creando un grande spazio aggregativo per chi ama lo sport. L'area in cui sorge è la parte collinare devastata dalla frana del 1956. Il villaggio ha trasformato completamente l'area. I lavori sono partiti a gennaio del 2021 e per un anno intero hanno interessato la parte esterna. L'area verde è stata completamente ripulita. Nel 2022 sono stati realizzati oltre ai campi da tennis, due campi di padel oltre a quello coperto, un ristorante e una piscina vista mare. Da completare spogliatoi e palestra. I titolari avevano annunciato anche la pista d'atletica rinnovata e molto altro ancora. Troppo per qualcuno che per questo ha presentato un esposto. Nella denuncia si parla di opere non autorizzate e quindi abusive.
I sigilli sono una doccia fredda per gli iscritti al club e per i titolari. Pare che i legali di questi ultimi siano già al lavoro per preparare una memoria e ottenere al più presto il dissequestro delle aree bloccate. Il condizionale è d'obbligo. Nessuno al momento vuole parlare. La vicenda è coperta dal più stretto riserbo. Ignoti al momento anche i denuncianti. La vicenda è delicata. Si attendono sviluppi nelle prossime ore. (p.c.)
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