Sprechi idrici, 30 milioni di lavori L’Aca: così riduciamo le perdite

14 Agosto 2023

Dopo l’annuncio dell’esposto in procura, la presidente Brandelli elenca gli interventi in cantiere «Le reti sono obsolete, non possiamo chiudere le fontanine perché il sistema andrebbe sotto stress»

CHIETI. Lo spreco di 3 milioni di litri d’acqua ogni anno a causa delle due fontanelle pubbliche in via dei Vestini e via Fratelli Pomilio, aperte a gettito continuo h24, per il Comune e l’Azienda consortile acquedottistica (Aca) che gestisce il servizio idrico potrebbe essere risolto solo tramite interventi strutturali di potenziamento e ristrutturazione di una delle reti colabrodo tra le peggiori d’Italia. In cantiere ci sono 98 milioni di investimenti per i prossimi 5 anni, che dovrebbero ridurre del 30% le perdite, con 30 milioni di fondi Pnrr destinati al raddoppio della rete adduttrice Giardino.
GLI INTERVENTI SULLE RETI
A fare il punto sui lavori è la presidente dell’Aca Giovanna Brandelli dopo l’allarme sollevato da Serena Pompilio, consigliera comunale di Azione politica, che ha annunciato un esposto in procura a causa dello «sperpero di denaro pubblico e omissione di atti d’ufficio nei confronti dei responsabili». «Su Chieti si sta facendo un lavoro di riqualificazione e innovazione importante e senza precedenti», precisa Brandelli, «un’azione in sinergia con il Comune e a vantaggio sia della città e sia dell’utenza». Quanto ai due impianti pubblici finiti al centro delle polemiche, l’Aca spiega che «non sono semplici fontanelle, ma sono definite tecnicamente sfiori, valvole di sfogo della rete Giardino» e quindi «se le chiudessimo tutto il sistema di Chieti andrebbe sotto stress e avrebbe problemi». «La rete è datata, venne realizzata negli anni ’60», prosegue Brandelli, «questa è la ragione per cui l’unico intervento possibile è quello che riguarda tutta la rete, che prevede anche tanti altri Comuni e che faremo a breve impiegando circa 30 milioni del Pnrr che andranno a finanziare il raddoppio dell’adduttrice Giardino, che è la tubazione più grande che collega la sorgente del fiume Giardino ai punti di diramazione. Lo scopo è quello di creare una nuova adduttrice per garantire maggiore captazione e resilienza idrica e questo progetto prevede lavori anche su Chieti, che fra l’altro risolverà il problema sugli impianti segnalati che comunque monitoriamo». «Siamo molto sensibili al problema degli sprechi, per cui abbiamo attivato tutte le risorse possibili, avendo a che fare con una rete idrica vetusta e obsoleta su cui stiamo intervenendo, come dimostra il miglioramento della situazione a Chieti Scalo, al netto dei lavori fatti sulla rete che hanno potenziato e ridotto i problemi annosi di penuria di acqua ed emergenza».
98 MILIONI IN 5 ANNI
In base al nuovo piano industriale dell’Aca, nei prossimi cinque anni saranno spesi 98 milioni (attinti dai fondi Pnrr, dal masterplan e da risorse proprie), con 30 milioni del Pnrr destinati al progetto Aca 4.0 per la digitalizzazione e informatizzazione delle reti idriche. L’obiettivo è «ridurre del 30% gli sprechi e le opzioni di intervento». In questa direzione anche la mappatura delle reti esistenti, pari a circa 1.063 chilometri, da realizzare grazie a una spesa di 16 milioni per la costruzione di una control room per il monitoraggio degli impianti dei Comuni serviti dall’Aca: oltre a Chieti anche Pescara, Montesilvano, Francavilla, Silvi e Città Sant’Angelo.
LA SINERGIA CON IL COMUNE
Esprime «piena sinergia e collaborazione» con l’Aca «con la quale dialoghiamo dal primo giorno di insediamento, proprio per fare andare a regime tutte le attività» il sindaco Diego Ferrara. «La città ha un numero elevato di problemi, quello dell’acqua era fra le priorità, per questo ci abbiamo lavorato subito mettendo insieme le forze fra enti, affinché l’attenzione fosse potenziata e la situazione della rete monitorata costantemente», specifica Ferrara. Sulle fontanelle, la cui manutenzione spetta al Comune, evidenzia che «oltre a risolvere un problema di aggiornamento e censimento dell’utenza, intrapreso con Teateservizi, abbiamo con Aca fatto un’approfondita ricognizione anche sugli impianti minori, le fontanelle, al fine di evitare gli sprechi e rendere sostenibili i costi di manutenzione, soprattutto a causa delle condizioni di dissesto dell’ente».
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