Spreco d’acqua, Chieti peggiore in Italia

22 Marzo 2022

Lo rivelano i dati Istat: al capoluogo teatino va la maglia nera con il 72%, si perdono 100 metri cubi ogni chilometro di rete

CHIETI . Va a Chieti la maglia nera per perdite idriche. Con il 71,7 per cento di acqua immessa che si perde nella rete, la città teatina detiene il primato in negativo tra i capoluoghi di provincia italiani. Questo emerge dai dati, relativi al 2020, pubblicati ieri dall’Istat alla vigilia della Giornata mondiale dell’acqua.
I DATI
I numeri relativi a Chieti, resi noti con l’indagine Istat, sono eloquenti. Sono stati immessi in rete 12.252.000 metri cubi di acqua, quantificati in 673 litri pro capite al giorno. Per quanto riguarda l’acqua erogata per usi autorizzati, ossia la quantità di acqua ad uso potabile effettivamente consumata per usi autorizzati, sono 3.467.000 i metri cubi registrati a Chieti, per un livello pro capite di 191 litri. Quindi gli sprechi: «In più di un capoluogo su tre si registrano perdite totali superiori al 45 per cento», si legge nel lavoro prodotto dall’Istat. «Le condizioni di massima criticità, con valori superiori al 65 per cento, sono state registrate a Siracusa (67,6), Belluno (68,1), Latina (70,1) e Chieti (71,7)».
IL CONFRONTO
Le perdite superano i cento metri cubi al giorno per chilometro di rete a Chieti e a Pescara. Tra l’altro nel capoluogo adriatico, nel 2020, si sono contati 74 giorni caratterizzati da misure di razionamento dell’erogazione idrica. All’Aquila, invece, la dispersione va dai 25 ai 39 metri cubi al giorno per chilometro di rete, mentre a Teramo il dato si ferma al di sotto dei 14 metri cubi. Sempre in relazione alle perdite idriche, quindi, nessuna delle città capoluogo di provincia abruzzesi, ad eccezione di Chieti, supera il 60 per cento sui volumi immessi in rete. A Chieti, nella nostra regione seguono Pescara (58,9), L’Aquila (50,7) e Teramo, che fa meglio di tutti in Abruzzo con il 28,6 per cento.
«SEMPRE PIÙ FREQUENTI»
A livello nazionale l’Istat osserva che «gli episodi di scarsità idrica sono sempre più frequenti», eppure oltre un terzo dell’acqua immessa nella rete di distribuzione in Italia va perso, secondo gli ultimi dati relativi al 2020. Perdono gli acquedotti ma pesano anche le cattive abitudini delle famiglie italiane. Secondo il “Blue book” della fondazione Utilitatis, infatti, l’Italia risulta essere la nazione europea che consuma più acqua e supera i 236 litri per abitante al giorno, oltre cento in più della media comunitaria.
NODO DA RISOLVERE
Del problema idrico che riguarda Chieti e provincia si è occupato anche il prefetto Armando Forgione sin dai primi giorni dopo il suo insediamento, invitando a più riprese gli enti gestori a intervenire per risolve le problematiche legate a incomprensibili ritardi nei lavori e a continui rimpalli di responsabilità.
ACQUA DEL RUBINETTO
Dall’indagine, inoltre, emerge che, nel 2021, il 30,8 per cento delle famiglie abruzzesi non si fida a bere acqua dal rubinetto, mentre il 18 per cento lamenta irregolarità nell’erogazione di acqua. Tra i cinque problemi ambientali più preoccupanti, rileva ancora lo studio, per il 67,5 per cento degli abruzzesi over 14 ci sono l’effetto serra o i cambiamenti climatici e per il 41,8 per cento l’inquinamento di fiumi e mari.
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