Spunta un cantiere nella riserva: è per un’antenna dei telefonini

18 Febbraio 2022

Sconcerto nella località turistica sul mare per l’avvio dei lavori nell’oasi e non lontano da alcune case I residenti: vogliamo sapere se è stato rispettato il regolamento su paesaggio, ambiente e distanze  

ORTONA. Ha suscitato molto sconcerto l'avvio dei lavori per il posizionamento di un'antenna telefonica, proprio nel cuore della riserva naturale dei Ripari di Giobbe, a poche decine di metri da alcune case.
La pratica è datata con inizio lavori al 31 gennaio scorso. L’importo complessivo delle opere è di 50mila euro e non è dato sapere di quale specifica tipologia di antenna si tratti, vista l'indicazione generica posta sul cartello dell'area già recintata e in parte avviata all'intervento.
Una situazione questa che ha destato anche polemiche, se non altro perché il Comune di Ortona con delibera del consiglio comunale del 21 maggio 2020, la numero n. 44, ha dato vita al Comitato di gestione riserve naturali regionali “Ripari di Giobbe” e “Punta Acquabella”, presieduto proprio dal sindaco Leo Castiglione che in qualche modo ha tenuto molto a ricoprire questo incarico, sebbene non sembra che il Comitato abbia avuto intensa attività deliberativa.
Adesso esplode il caso, considerato che in base all’art. 9 della legge regionale n. 5/2007 proprio per tali aree è previsto l’adeguamento degli strumenti urbanistici dei Comuni soggetti alla sua attuazione, poiché “le previsioni e le prescrizioni del Piano di assetto naturalistico e le conseguenti norme applicative costituiscono vincolo per la pianificazione urbanistica di livello comunale e sovra-comunale".
Dunque, ad oggi non è dato sapere se in Comune sia stato convocato il Comitato, quantomeno per analizzare la questione, e se sussistono delibere in merito. Infatti, secondo gli abitanti della zona «c’è anche da verificare se sia stato rispettato il regolamento per l'installazione degli impianti per la telefonia mobile del Comune, adottato con la delibera n. 29 del 22 marzo 2010, che di fatto ne disciplina il posizionamento lì dove viene fatto riferimento al doversi conciliare con il contesto urbanistico, architettonico, paesaggistico e ambientale, nonché in materia di distanze dalle abitazioni». (cr.ch.)
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