Stadio, è tregua Di Primio-Pomponi

Il patron neroverde strappa un mezzo sì con 300mila euro, e il derby contro il Giulianova si giocherà all’Angelini
CHIETI. Un patto di non belligeranza. Prima si attaccano, poi chiariscono, infine si stringono la mano nella conferenza stampa davanti ai tifosi e gettano le basi per definire le modalità dell'accordo. Tra il sindaco Umberto Di Primio e il patron del Chieti Giorgio Pomponi, per dirla alla maniera del primo cittadino, la partita sulla gestione dello stadio è ancora ferma sullo zero a zero. Lunedì ci saranno i novanta minuti decisivi perché in Comune è fissata una riunione con l'assessore alle finanze Valentina Luise dove si cercherà di trovare un accordo dal punto di vista giuridico per sostenere le richieste della Chieti Calcio che chiede una concessione ventennale dello stadio per accedere al credito sportivo e ottenere i finanziamenti necessari per la riqualificazione dell'impianto sportivo. «Siamo d'accordo su tutto», spiega Di Primio, «dobbiamo solo trovare una soluzione sui termini della convenzione. Lo stadio non è mio, ma di tutti. Possono andare bene anche venti o trenta anni, ma deve essere una cosa sostenibile. E' giusto che lo stadio venga affidato a un privato, ma il Comune deve avere tutte le garanzie necessarie perché si tratta di un bene pubblico. Il progetto deve reggere finanziariamente: ci deve essere corresponsione tra l'investimento e la durata dell'affidamento. Le condizioni verranno fuori da ciò che la legge prevede e dalle reali possibilità di utilizzo per rendere giuridicamente sostenibile l'accordo che altrimenti sarebbe facilmente impugnabile». Il problema era legato alla questione della garanzia rispetto al credito sportivo che il Comune non può concedere. «Non ci sono problemi», dice Pomponi, «mi faccio carico io di una fideiussione di 300mila euro».
«Nel momento in cui avremo definito tutti gli aspetti di carattere tecnico e giuridico», risponde il sindaco, «la Chieti Calcio può dirsi già pronta di gestire l'impianto con il progetto che ha in mente. Un progetto ambizioso al quale, però, dobbiamo dare del tempo affinché possa reggersi in piedi. Gli striscioni di protesta dei tifosi? Non me li aspettavo e non li avevo mai ricevuti prima, ma posso assicurare alla città che è nel nostro interesse arrivare a una convenzione che sia la migliore possibile per il Comune e la Chieti Calcio». Il discorso scivola sulla questione relativa all'atletica. Pomponi ci va giù pesante. «Non è possibile che otto società di atletica facciano il loro comodo senza rispettare il lavoro degli altri. Noi abbiamo ereditato una società con 1milione e 800mila euro di debiti e ne abbiamo pagati 770mila in sei mesi. Stiamo facendo lavori di ristrutturazione a nostre spese e fatto anche un preventivo per rifare il manto erboso. Quando poi vedo sessanta ragazzi dell'atletica correre in mezzo al campo, che è ormai ridotto in pessime condizioni, mi girano le scatole».
«Con la convenzione, la Chieti Calcio sarà custode dello stadio», interviene l'assessore allo sport Antonio Viola, e andranno disciplinati i rapporti con le società di atletica che ne usufruiscono. Ci deve essere il rispetto da parte di tutti». Dopo le frecciatine e le polemiche dei giorni scorsi, Pomponi e Di Primio stringono un patto di serietà e prendono impegni davanti ai tifosi. Il patron strappa al sindaco la promessa di avere il campo da baseball per gli allenamenti e Di Primio ottiene da Pomponi di far giocare la squadra a Chieti e non più a Ortona il derby del 15 novembre con il Giulianova. «Giorgio, vediamo di giocare dalla stessa parte del campo», conclude il sindaco. Tradotto: volemose bene e lunedì chiudiamo la partita.

