Stadio Biondi inadatto alla serie B per gli adeguamenti mancano i fondi

LANCIANO. Alla vigilia della finale di andata dei play-off che potrebbe decretare per la Virtus Lanciano l'accesso alla serie B può sembrare prematuro occuparsi dello stadio Biondi. Ma il problema esiste. Mancano all'appello 500mila euro per dotare l'impianto degli aggiustamenti in materia di sicurezza previsti dalla Lega nazionale professionisti. Senza quelli fondi il Lanciano potrebbe vedersi costretto a giocare a Pescara o Teramo. Il clima è già da serie B, scongiuri a parte. Ecco quindi che si profila all'orizzonte il problema dello stadio: il Guido Biondi va adeguato, lo prevede la legge e lo obbliga la Lega nazionale professionisti per la serie B. E potrebbe aprirsi una fase difficile per l'amministrazione comunale e per la città. In caso di promozione ci sarà infatti da affrontare una lunga serie di cambiamenti, sia urbanistici sia attinenti all'impianto sportivo vero e proprio. Uno dei primi passaggi è quello di adeguare la capienza del Biondi, che dovrebbe passare da oltre 5.300 posti a sedere a 7.500. Da aggiungere quindi i settori dei distinti e nuovi tornelli per i vari accessi allo stadio. L'area di via Belvedere e viale Cappuccini inoltre dovrebbe essere dotata di betafence, un particolare tipo di recinzione dai costi peraltro molto elevati. Altra questione sarà poi quella di prevedere un perimetro di isolamento per la sicurezza e nuovi parcheggi. Tutte questioni che l'amministrazione comunale ha calcolato in circa 500mila euro di spesa, un importo che le casse di Palazzo di città non sono in grado di sostenere. E in attesa che la famiglia Maio realizzi il nuovo "Parco Virtus Lanciano" con stadio, strutture commerciali e ricettive in contrada Sant'Onofrio, la Virtus in serie B potrebbe essere costretta anche a giocare a Pescara invece che in città. «Per scaramanzia ci siamo ripromessi di rimandare la questione a dopo il 10 giugno», scherza Claudio Di Menno Di Bucchianico, segretario generale della Virtus Lanciano, «stiamo aspettando anche che si sblocchi la legge sugli stadi in Parlamento, ma per ora è prematuro parlare di stadio». «Facciamo il tifo, poi si vedrà», commenta il sindaco Mario Pupillo, «andare a giocare fuori Lanciano è una iattura da evitare a tutti i costi, ma bisogna trovare mezzo milione di euro. Non sappiamo ancora come, ma faremo il possibile».
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