Stadio, chiesta la deroga «Mesi per fare quei lavori»

5 Giugno 2015

Corsa contro il tempo per autorizzare l’impianto in vista delle gare di Coppa Il sindaco: in media qui abbiamo 3 mila spettatori, esagerato arrivare a 7 mila

LANCIANO. Fare in modo di poter giocare al Biondi dal 9 agosto, ossia dalle prima gare di Coppa Italia. Evitare di far sobbarcare alla Virtus e ai tifosi rossoneri anche i costi di giocare in casa “all’Adriatico” o in altri stadi, com’è già accaduto due anni fa. Nello stesso tempo fare i lavori per adeguare il Biondi ai numeri imposti dalla Lega di serie B, ossia avere uno stadio da 5.500 posti per la stagione 2015/2016. Sono questi gli obiettivi a cui stanno lavorando Comune e Virtus. E che hanno spinto il sindaco Mario Pupillo, appena ricevuta nei giorni scorsi la richiesta da parte della Virtus di ampliare i distinti per complessivi 1.400 posti a sedere, a scrivere al presidente della Federazione giuoco calcio, Carlo Tavecchio, e a quello della Lega di serie B, Andrea Abodi.

LA DEROGA. «Ho scritto a Tavecchio per un incontro», ha spiegato Pupillo, «e per ottenere una deroga perché la Federazione deve capire che non può pretendere a fine aprile che si adeguino per fine luglio gli stadi. Ci sono tempi tecnici e burocratici da rispettare e bisogna trovare i fondi. Farò presente questa situazione, cercherò di fargli capire che Lanciano ha in media 3mila spettatori e che 7mila posti sono un’esagerazione e di poter giocare al Biondi». Stessa richiesta che il sindaco ha presentato anche ad Abodi, il presidente della Lega di B. «Ad Abodi ho già chiesto la deroga per poter giocare al Biondi mentre si fanno i lavori per distinti, facendo presente che ci sono dei tempi tecnici da rispettare e che comunque i lavori si faranno». Tempi che dovrebbero essere di almeno 5 mesi; 3 o 4 mesi per la parte burocratica dei progetti, delle gare e degli appalti e un mese di lavori. In pratica entro dicembre il Comune dovrebbe finire gli interventi. Fondi permettendo.

I COSTI. Il capitolo dei fondi è infatti la vera nota dolente del problema. Le casse comunali sono semivuote, la Virtus non può sostenere una spesa che pare sia attorno ai 300mila euro. Che fare? «Non toccheremo il bilancio né le opere pubbliche previste», assicura il sindaco Pupillo, «ma stiamo cercando risorse alterative. Dai privati, in primis, poi anche dalla Regione. Come accaduto a Vercelli dove lo stadio è stato adeguato alle norme Figc con un contributo della Regione di 500mila euro». Anche la Virtus potrebbe fare la sua parte finanziando parte dei lavori e scalando poi i soldi dal canone che paga per l’uso della struttura. Bocche cucite per ora in casa Virtus, che il progetto dei nuovi distinti l’ha fatto per capire interventi e costi, ma che deve attendere il Comune. «Comune e Virtus stanno lavorando assieme per risolvere questo problema dell’ampliamento», ha detto il segretario amministrativo rossonero Claudio Di Menno Di Bucchianico, «presenteremo nei prossimi giorni i particolari». In teoria si tratterebbe di una struttura in acciaio da 1.400 posti che poggia su basi di cemento. Che prevede anche corridoi, vie di fuga, passaggi per i mezzi di soccorso per 300mila euro. Un’enormità se si pensa che sempre la Lega di serie B ha vietato dal 2018 l’uso dei campi che sono provvisti di velodromo, come il Biondi.

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