Stadio, scoppia la protesta degli Ultrà

Cori e striscione davanti al Comune mentre patron Pomponi e l’assessore Viola si incontrano: «Basta con il teatrino»
CHIETI. Fuori scoppia la protesta dei tifosi mentre nella sala riunioni dell'ex Banca d'Italia, Giorgio Pomponi, patron della Chieti calcio, e Antonio Viola, assessore allo sport, spiegano i motivi che non consentono alla società neroverde di avere la gestione dello stadio Angelini. «La Chieti ultras e il popolo neroverde non si prendono in giro: Comune e società basta teatrini e pagliacciate sennò è meglio che vi preoccupate», è lo striscione esposto davanti al Comune, ieri mattina, dagli Ottantanove Mai Domi, gruppo organizzato della Curva Volpi. «Chieti siamo noi» e «Ci avete rotto il c...», sono i cori intonati da una trentina di ultras teatini che non ne possono più della telenovela stadio.
La Chieti Calcio, dopo aver partecipato alla gara d'appalto, non avrà la gestione dell’Angelini perché non ha superato l'ostacolo Durc (Documento unico di regolarità contributiva) avendo troppi debiti con l'erario. Pertanto, in attesa di un nuovo bando di gara, sarà il Comune a gestire in via provvisoria lo stadio. Ma dopo mesi in cui si è parlato di tutto tranne che di calcio, i tifosi chiedono alla società di programmare il futuro e al Comune di venire incontro alle esigenze del Chieti. Sul primo punto, Pomponi dichiara: «Abbiamo messo una pietra sopra sulla questione stadio. Da oggi in poi penseremo solo a pianificare la prossima stagione cercando di allestire una squadra competitiva. Dopo questo campionato di m..., speriamo di avere buoni risultati. Per quanto riguarda lo stadio, pagheremo l'affitto per organizzare quattro o cinque concerti estivi. Di certo non parteciperemo a nessun nuovo bando perché in poco tempo non riusciamo a sanare la situazione debitoria verso l'erario».
Sul secondo punto, Viola assicura: «Ribadisco la vicinanza dell'amministrazione comunale a tutte le società che utilizzano l'impianto nei confronti delle quali garantiremo gli spazi sportivi e la possibilità di organizzare anche eventi ludico-ricreativi».
Quanto alle tariffe, solo pochi giorni fa, la giunta comunale ha approvato una delibera che prevede una revisione al ribasso, considerato che in un primo momento erano state calcolate sulla base di 253mila euro di costi gestionali. Nella sua offerta, invece, la Chieti calcio aveva preventivato 90mila euro, condizione che ha portato a una diminuzione delle tariffe d'utilizzo dello stadio per le società di atletica (da 73 euro l'ora a 15 euro ad allenamento). «Siamo disponibili a mantenere valida la delibera», dice l'assessore, «ma per fare questo sarà necessario definire con le società di atletica delle modalità di collaborazione finalizzate al contenimento dei costi di gestione dell'impianto, in particolare per quanto riguarda la custodia e le spese di pulizia».
Pomponi però non vuole sconti per le società di atletica: «Anche loro devono pagare. Ad oggi solo la Chieti calcio ha pagato per la custodia e la pulizia, tanto che vantiamo un credito di circa 45mila euro con il Comune. Voglio soltanto che non si facciano due pesi due misure. Le regole devono essere uguali per tutti».

