Stalking alla moglie, il giudice rimanda gli atti alla Procura
LANCIANO. Gli atti tornano alla Procura perché il reato configurato non è quello di stalking semmai di maltrattamenti in famiglia. La Procura deve riformulare l’accusa con questo capo di...
LANCIANO. Gli atti tornano alla Procura perché il reato configurato non è quello di stalking semmai di maltrattamenti in famiglia.
La Procura deve riformulare l’accusa con questo capo di imputazione e poi chiedere il rinvio a giudizio. E’ la “sentenza” del giudice Andrea Belli emessa nei confronti di Fermando De Rentiis, ex consigliere comunale Pdl (2006/2011) finito a processo per stalking nei confronti della moglie che lo denunciò nel 2014. Nel maggio 2014 De Rentiis fu anche arrestato per atti persecutori verso la donna. Ha subito quindi 31 giorni di carcere ingiustamente visto che fu arrestato con l’accusa di stalking?
Ieri il giudice non ha emesso alcuna sentenza di assoluzione o di condanna, però ha rimandato gli atti in procura perché ha rilevato di fatto che non si potesse parlare di stalking, semmai di maltrattamenti in famiglia. Gli atti persecutori denunciati in aula, infatti, si sarebbero verificati tra marzo e maggio 2014 quando i due erano ancora conviventi, marito e moglie, quindi, come evidenziato dall’avvocato di De Rentiis, Mercurio Galasso era impossibile che non si incontrassero, e che, vista la delicata situazione familiare, non volasse qualche parola di troppo. Ma, se l’avvocato Galasso dalla sua arringa ha preso spunto per chiedere l’assoluzione dallo stalking (il pm Delfina Conventi aveva chiesto 6 mesi di reclusione), il giudice l’ha usata perché si incardinasse un nuovo processo, per maltrattamenti in famiglia. La separazione tra i due infatti sarebbe giunta a maggio, dopo i fatti contestati dalla donna.
Per il giudice, questi atti sono racchiudibili nel reato di maltrattamenti. Lo scontro in aula tra la coppia inizierà quindi daccapo, con un nuovo processo. (t.d.r.)

