Stanno meglio: restituiscono la Dono card

20 Novembre 2019

Alcuni ex indigenti ottengono il reddito di cittadinanza e ridanno alla Caritas la tessera per l’emporio

LANCIANO. Sono una decina, ma sono un simbolo di speranza. Sono le persone che in queste settimane hanno restituito la “Dono-card” alla Caritas perché, grazie al reddito di cittadinanza, riescono ad acquistare i prodotti di cui hanno bisogno per vivere. Non devono andare più all’emporio della solidarietà aperto dalla Caritas in via Finamore per fare la spesa. All’emporio vanno oltre 220 indigenti frentani che, grazie alla Dono card, scelgono i prodotti di cui hanno bisogno mantenendo così la capacità di scelta e la propria dignità.
«Qualcuno ha restituito la card perché ha trovato un lavoretto», dice Luigi Cuonzo, responsabile della Caritas diocesana «e, come le persone con un reddito di cittadinanza dignitoso, vuole restituire quanto ricevuto, sapendo la fatica che si fa per tenere in piedi questo negozio. Sono poche persone finora; sappiamo che ci sono anche molti furbetti, ma sono un segno di speranza, di onestà».
Una goccia nel mare di povertà che c’è nella diocesi di Lanciano-Ortona. Oltre 220 persone vanno all’emporio (altre 110 in quello di Ortona), ma sono oltre 4.200 i poveri nell’area diocesana che ricevono anche i pacchi alimentari; 2.800 solo a Lanciano e nel comprensorio. «C’è anche un cambio di povertà», riprende Cuonzo, «non più legata solo ai beni di prima necessità. La povertà è donna, perché non è tutelata, ha contratti di lavoro e redditi differenti; c’è la povertà educativa e una legata ai giovani: sono in preoccupante crescita i cosiddetti “neet”, ossia i giovani tra 19 e 25 anni privi di ogni stimolo e speranza, quelli che non studiano, non lavorano e che hanno un futuro incerto».
Non solo, nella foto scattata dalla Caritas aumentano gli anziani che, per aiutare i figli, cercano fortuna al gioco, indebitandosi; aumentano le violenze domestiche generate dalle difficoltà. Poi in molti non riescono a mettere in pratica quelle parole di solidarietà, sostenibilità, riuso e risparmio di cui parlano. «Siamo appena tornati da Perugia», spiega Cuonzo, «dalla fiera “Fa la cosa giusta!” dedicata al riuso. Eravamo presenti con la Bottega della solidarietà, aperta in via De Frentani. Un progetto che propone un nuovo stile di vita attraverso la rivalorizzazione dei beni, la riscoperta della cultura del risparmio, del consumo responsabile, ma ci siamo resi conto che sono parole. C'è bisogno di un cambio culturale per capire questi valori. La bottega, aperta da un anno, è ancora vista come un “posto per poveri”, ma non è così. I vestiti, le borse, che andrebbero al macero, tornano alla vita grazie alle mani sapienti e alla creatività di sarte che hanno un laboratorio. Si acquistano facendo un’offerta, che ci permette di rifornire di cibo e prodotti igienici l’emporio. Bisogna davvero fare la scelta giusta». Come quella di quanti hanno restituito la dono card.
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