Statale 16, viadotto chiuso da venti giorni

San Salvo. I consiglieri del Pd: il Comune dica quali controlli sono stati eseguiti e quando riaprirà
SAN SALVO. A distanza di venti giorni il sovrappasso sulla Statale 16, a San Salvo, è ancora chiuso. Era stato interdetto, in via precauzionale, il 16 agosto scorso in seguito alle due forti scosse di terremoto che avevano interessato il Molise, allo scopo di evitare che vi potessero essere rischi legati a crolli o al distacco di calcinacci. Il sovrappasso è al confine con il Molise e collega la Marina di San Salvo all’interno cittadino del complesso denominato Icea. La chiusura era volta a verificarne lo stato nonché la consistenza della struttura stessa.
Allora anche la sede stradale in via Umbria era stata parzialmente ridotta, in corrispondenza del viadotto della Fondovalle Trigno in attesa dei lavori a cura dell’Anas.
«Abbiamo depositato un’interpellanza per sapere quali e quanti controlli sono stati eseguiti oltre a quelli del sopralluogo congiunto dell’Anas e dei vigili del fuoco, nonché quando è prevista la riapertura e quali interventi sono stati programmati per la messa in sicurezza del sovrappasso», è quello che chiedono i consiglieri comunali del Partito democratico, Gennaro Luciano, Antonio Boschetti e Giovanni Mariotti. È stato dichiarato che la passerella pedonale rimarrà chiusa fino al termine dei controlli.
I tre consiglieri della minoranza chiedono all’assessore ai lavori pubblici Maria Travaglini e all’assessore alla manutenzione Giancarlo Lippis di rispondere a una serie di interrogativi a riguardo: «Quali e quanti controlli sono stati eseguiti, oltre quelli del sopralluogo congiunto Anas-vigili del fuoco, se questi sono stati solo di natura visiva e se esiste un verbale a riguardo; entro quando è prevista la riapertura del sovrappasso pedonale; quali interventi sono previsti per la messa in sicurezza del sovrappasso; se si reputa corretto l’intervento effettuato per interdire l’accesso a tale sovrappasso». Questioni sulle quali il Pd di San Salvo chiede all’amministrazione comunale di fare chiarezza.
Serena Colecchia
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