Statale pericolosa Cinque vittime in quattro anni
LANCIANO. L’ultimo incidente stradale gravissimo sulla fondovalle Sangro risale all’8 febbraio 2013: nello schianto tra una Fiat Panda, in direzione di marcia monti-mare, e una bisarca con un carico...
LANCIANO. L’ultimo incidente stradale gravissimo sulla fondovalle Sangro risale all’8 febbraio 2013: nello schianto tra una Fiat Panda, in direzione di marcia monti-mare, e una bisarca con un carico di furgoni Ducato appena partiti dalla Sevel, morì Roberto Pettorino, 67 anni, fisico napoletano, già preside della facoltà di Scienze dell’Università Federico II di Napoli, la moglie Giuseppina Aga, 67 anni, e la consuocera, Franca Guerrera, 71 anni. Stavano raggiungendo Treglio per una visita ad alcuni familiari. Lo scontro tra i due autoveicoli ci fu ai curvoni che affiancano l’abbandonato viadotto Barche. Il 24 dicembre 2011, invece, in uno schianto nella galleria Santa Croce, nel territorio di Bomba, morì l’ex assessore comunale di Rosello, Rinaldo Cimino, 60 anni. Tre i feriti: tra questi anche Franca Ciampaglia, 69 anni, di Pizzoferrato, che morì qualche giorno dopo qualche giorno di ricovero nell’ospedale di Pescara. Le sue condizioni erano state definite gravi fin dal ricovero. La fondovalle Sangro, definita anche strada a scorrimento veloce, la statale 652 che collega l’Adriatico, nella zona marina di Fossacesia, con le zone di Cerro al Volturno, nel Molise, è lunga 82 chilometri e attraversa le province di Isernia, L’Aquila e Chieti. È ritenuta da sempre una strada a rischio incidenti anche per via della manutenzione precaria.

