State lontani da via Liri e via Petroni

31 Maggio 2016

Le strade a rischio: nella prima le auto e le moto si scontrano per le buche, la seconda ha un doppio senso da Formula 1

CHIETI. Via Liri e via Francesco Saverio Petroni: la saga “strade da incubo” continua. Partiamo dalla prima, la strada che unisce la via per Popoli a viale Abruzzo. Circa una settimana fa un conducente di un motorino cade dalla vettura, che si sfracella sulla via. La causa? Nuove e vecchie voragini sempre più profonde sull’asfalto. L’incidente alla fine è arrivato.

Ma dire che era quantomeno prevedibile è un eufemismo. Le condizioni di via Liri, già ampiamente denunciate poche settimane fa e di cui il Comune è a conoscenza, fanno ancora pensare a una “strada-groviera”: la medesima espressione l’avevamo utilizzata in un vecchio articolo del 14 gennaio 2014. Proprio in quella occasione i residenti del quartiere avevano lanciato una raccolta firme per denunciare la situazione, vista l’elevata percorrenza di autovetture e mezzi pensanti diretti ogni giorno verso l’impianto Tmb di rifiuti di Casoni, sito lì vicino. «É impossibile continuare a convivere con un disagio del genere. Ormai» dicono i residenti «non si contano quasi più gli pneumatici rotti da buche che hanno raggiunto il diametro di un metro». Parole di ieri uguali a quelle di oggi. Alcuni lavori di risanamento, eppure, si fecero. Non proprio a regola d’arte. Ma proseguiamo con l’iter “da paura”: arriviamo a via Petroni. Segnaletiche che cadono a pezzi, mancanza di cordoli con conseguente pericolo di frane, vegetazione incolta. La scorciatoia, larga sì e no tre metri, che taglia verticalmente il declivio ad est di via Picena, si dilunga in mezzo a villette e abitazioni, ma nonostante tutto la via continua a essere a doppio senso, senza alcun controllo dei limiti di velocità. Una situazione da “far west” (anche qui si veda un nostro articolo del 24 giugno 2014). Nulla cambia, l’amministrazione sa.

A denunciare ancora una volta l’accaduto è Andrea Barbetta (della lista Giustizia Sociale, rappresentante del vecchio comitato di residenti in protesta). La storia si ripete, anche se qualche miglioria è avvenuta per iniziativa di Barbetta: la strada non si allaga più grazie ad interventi strutturali da lui richiesti. Ma pur sempre ci dice: «C’è una continua moria di gatti e cani che vengono falciati da auto, moto e furgoni, il Comune ogni tanto fa tagliare l'erba ai lati della carreggiata ma ci vorrebbe una manutenzione più assidua e, soprattutto, l'istituzione di un senso unico con traffico riservato ai soli residenti».