ATESSA

Stellantis, 37 dipendenti in più: arrivano dalla Slovacchia

Da lunedì nuovi ingressi di personale nello stabilimento del furgone modello Ducato per aumentare la produzione

ATESSA. Saranno già da lunedì sulle linee di montaggio di Stellantis Europe Atessa (ex Sevel), 37 nuovi dipendenti provenienti dallo stabilimento del gruppo di Trnava (Slovacchia). Lo ha comunicato ieri la direzione aziendale che da qualche settimana ha dato il via a una serie di nuovi ingressi per consentire la salita produttiva programmata dalla fabbrica dei furgoni commerciali leggeri (modello Ducato) fino alla fine dell'anno.

I dipendenti slovacchi rappresentano in linea temporale l'ultima tranche di diversi gruppi di dipendenti in arrivo ad Atessa. La crescita produttiva giornaliera che farà salire il numero dei furgoni commerciali leggeri da 1.050 a 1.180 al giorno, comporterà un incremento occupazionale, al momento temporaneo, di circa 220 unità tra nuovi ingressi e con eventuali trasferte da altri plant.

In questi giorni sono stati presi in carico circa 100 lavoratori con contratto di somministrazione, non alla dirette dipendenze di Stellantis, ma iscritti alle agenzie di lavoro somministrato. Nel corso di settembre sono stati stabilizzati con contratti Stellantis a tempo indeterminato 40 dei 180 lavoratori in staff leasing. L'azienda aveva fatto richiesta di 120 trasfertisti provenienti dallo stabilimento Stellantis di Melfi che realizza i veicoli Jeep Renegade e Compass e 500 X, ma dalla fabbrica lucana sono arrivati finora in Val di Sangro soltanto 9 dipendenti.

La questione dei trasferimenti è centrale nella trattativa tra azienda e sindacati, sia in Basilicata che in altri stabilimenti del gruppo in Italia. Ci sarebbero non poche difficoltà infatti per lasciare il proprio luogo di provenienza e lavorare in altre regioni, spesso lontane, come il caso di Stellantis Melfi e Stellantis Atessa. Proprio in Val di Sangro, tuttavia, l'azienda sta sperimentando varie formule, tra cui quella di chiamare, anche solo per poche settimane, giovani del territorio iscritti alle agenzie interinali.

Questa estate sono entrati 180 ragazzi tra i 18 e i 30 anni e scelti per lo più tra i figli di dipendenti e studenti, per sopperire alle assenze per ferie e per incrementare la produzione. Una decisione, quest'ultima, accolta positivamente dai sindacati. (d.d.l.)