Stellantis fermata per tre turni: torna la paura delle forniture

Altro scossone dopo l’annuncio delle due settimane di cassa integrazione a giugno per 400 operai Nuovi disagi nel reperimento della componentistica da Adler: la giornata di ieri sarà recuperata
ATESSA. Dopo il fulmine a ciel sereno, annunciato nei giorni scorsi, di due settimane di cassa integrazione parziale, per un massimo di 400 dipendenti dal 10 al 23 giugno, il colosso dei furgoni commerciali leggeri si ferma per tre turni per mancanza di materiali. Una brutta notizia che segue quella che già sta preoccupando in queste settimane maestranze, sindacati e indotto e che riguarda un inaspettato calo produttivo sui veicoli base cabinati e passi corti che fino a pochi mesi fa trainavano, assieme alla Panda di Pomigliano, l'intero mercato Stellantis. Con la fermata annunciata martedì per il primo turno, turno centrale e poi anche il secondo turno (l'attività lavorativa è ripresa poi al terzo turno di ieri), torna l'incubo vissuto fino agli inizi di quest'anno dei disagi per il reperimento della componentistica.
Produzione a singhiozzo e turni saltati, con l'impossibilità di evadere le numerose richieste di veicoli dei compratori europei hanno imperversato per tutto il lungo periodo post Covid sullo stabilimento dei record. Ma mentre negli ultimi due anni si è trattato di una situazione congiunturale mondiale, legata alla produzione dei microchip in Asia, al difficile reperimento delle materie prime e ai problemi su trasporti, logistica e movimentazione delle navi cargo, più recentemente i problemi sono altri e, forse, ancora più preoccupanti. È il caso ad esempio della fornitura di acciaio da parte di Baomarc. Stellantis ne fa una questione di prezzo e la multinazionale cinese ha fatto la voce grossa, negando per alcuni turni la fornitura a pochi giorni dalle ferie natalizie. Il risultato è un contenzioso al tribunale di Torino di cui si attendono ancora gli esiti e che tutti guardano con apprensione. Il caso è finito anche all'attenzione del ministro Adolfo Urso ed è monitorato dalla Regione Abruzzo. Questa volta a bloccare le lavorazioni è invece il mancato arrivo della fornitura da parte di Adler che produce padiglioni, tappeti cabina e altri componenti interni che vanno a comporre il Ducato. È anche questa una questione commerciale come per Baomarc? Se l'atteggiamento del gruppo italo-francese (ma con forte predominanza, anche decisionale, da parte dei partner d'Oltralpe) è quello di ridefinire con la forza i prezzi della componentistica il pericolo potrebbe essere quello di avere pesanti contraccolpi sull'indotto, soprattutto le aziende mono-clienti Stellantis, che già arrancano dietro ai ritmi dello stabilimento di Atessa.
Intanto la direzione aziendale ha fatto sapere che la fermata dei tre turni sarà oggetto di recupero produttivo. E all'orizzonte c'è la cassa integrazione parziale di due settimane per 400 dipendenti a causa dei volumi in calo. Il timore è che il rallentamento produttivo si diluisca per tutta l'estate fino alla fermata collettiva per ferie prevista ad agosto.
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