Stellantis, operai della fabbrica uniti per fronteggiare la crisi

10 Settembre 2024

I rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm verso iniziative di mobilitazione per salvaguardare il lavoro Presto un documento con le richieste di incontri e di solleciti alle istituzioni a fare la loro parte 

ATESSA. La cassa integrazione a oltranza, con l'ultimo annuncio di ulteriori due settimane di Cigo fino al 13 ottobre, la sospensione del terzo turno, la produzione che non decolla da mesi e i dipendenti che devono scegliere tra un salario falcidiato e una trasferta a Torino nello stabilimento di Mirafiori: è il periodo più nero per lo stabilimento Stellantis Atessa che da giugno sta facendo i conti con un crollo inaspettato delle richieste di mercato. Lavoratori, sindacati e rappresentanti di fabbrica sono arrivati quindi a un punto di svolta e intendono mobilitarsi insieme per fronteggiare la crisi e cercare soluzioni concrete per salvaguardare il lavoro. Già nei giorni scorsi le varie sigle sindacali hanno lanciato appelli all'unione e ieri mattina ci hanno pensato i rappresentanti sindacali di Stellantis di Fim, Fiom e Uilm, assieme alle rispettive segreterie, ad indire una riunione unitaria.
L'incontro è quindi sfociato nella volontà di redigere un documento unitario da sottoporre inizialmente all'attivo dei delegati sindacali Fim, Fiom e Uilm e che darà successivamente il via a una serie di richieste di incontri e di percorsi con il coinvolgimento delle segreterie nazionali e Cgil, Cisl e Uil Abruzzo. «L'obiettivo», si legge nella nota unitaria, «è quello di trovare soluzioni condivise per salvaguardare l'occupazione e il tessuto economico del territorio. Durante l'incontro», scrivono ancora le rsa Fim, Fiom e Uilm, «è stata condotta un'analisi approfondita della situazione economica e occupazionale di Stellantis Atessa e dell'indotto, riconoscendo l'importante contributo e la professionalità dimostrata dai lavoratori negli ultimi anni. Pur essendo consapevoli che la situazione internazionale non è nostra alleata, riteniamo fondamentale, in questo momento cruciale, fare appello al senso di responsabilità per fornire risposte concrete, anche formulando proposte alle istituzioni che mirino a migliorare le infrastrutture per rendere attrattivo il territorio salvaguardando i posti di lavoro».
Intanto nei giorni scorsi anche l'Usb Abruzzo e Molise aveva fatto appello al presidente della Regione, Marco Marsilio, e all'assessore alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, per un incontro urgente: «A nostro avviso i motivi dell’attuale stato di cose sono molteplici e non risiedono solo ed esclusivamente sul calo di richieste da parte del mercato dei veicoli leggeri», si legge in una nota Usb. «Gli effetti sull’occupazione sono passati in sordina, ma la perdita di circa 2.000 addetti nello stabilimento negli ultimi anni era più che un indizio e le ricadute sulle aziende dell’indotto sono ancor più preoccupanti. Il massiccio ricorso alla cassa integrazione da parte di Stellantis Atessa, utilizzata con rotazione poco equa per parte dei lavoratori, richiede un deciso intervento da parte delle istituzioni».
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