Stellantis verso l’aumento di produzione

L’azienda: «Dal 4 novembre, con la crescita del lavoro a due turni e mezzo, passeremo da 650 a 800 veicoli al giorno»
ATESSA. Arriva una tiepida, ma concreta speranza per Stellantis Atessa, dopo cinque mesi drammatici di cassa integrazione per il crollo drastico dei volumi produttivi. Dal 4 novembre, ha annunciato l'azienda tramite una nota diffusa nel tardo pomeriggio, «con la salita produttiva a due turni e mezzo, lo stabilimento di Atessa aumenterà la produzione da 650 a 800 veicoli al giorno, registrando quindi segnali positivi sul mercato dei veicoli commerciali». Un primo segnale di ripresa si era avuto già lo scorso 10 ottobre, con l'annuncio della cassa integrazione dal 4 al 17 novembre, ma destinata non più all'interno plant, ma ad un numero massimo di 1.500 dipendenti. Dopo la riunione con il comitato esecutivo delle rsa Stellantis, ieri, l'azienda ha tuttavia comunicato che «nell’ambito della rimodulazione dell’attività produttiva complessiva, vi è la necessità di ricorrere parzialmente alla cassa integrazione dal 18 al 30 novembre». Anche in questo caso i dipendenti interessati saranno al massimo solo 1.500 sui circa 4mila totali.
«Stellantis», spiega la nota aziendale, «resta concentrata ad attraversare questa difficile fase di transizione e a garantire la continuità di tutti i suoi impianti che rimangono centrali nella strategia globale del gruppo. Si tratta di un percorso impegnativo che esige unità d’intenti e visione strategica per accompagnare l’azienda e tutti i suoi lavoratori italiani nel futuro. Atessa», prosegue l'azienda, «con l’adattamento produttivo delle prossime settimane, conferma la sua posizione cruciale all’interno della Business unit pro one di Stellantis e in particolare il suo ruolo di leadership non solo in Italia, ma anche a livello europeo grazie ai modelli prodotti con i marchi Citroen, Fiat Professional, Opel/Vauxhall e Peugeot e alla partnership industriale con Toyota. A Pratola Serra, dove si producono i motori per i veicoli di Atessa, è stata comunicata la cassa integrazione per il 18 novembre per adeguarsi agli effetti del mancato assorbimento di motori».
Una bella notizia quindi, che sembra squarciare, anche se al momento solo parzialmente, la cappa di angoscia che sta attraversando in questo momento il comparto automotive, alle prese con i primi effetti della transizione ecologica, con il passaggio all'elettrico, e la stessa Stellantis che ha visto in Italia una produzione in profondo rosso, con un -31,7% di veicoli prodotti in 9 mesi del 2024. Lo scorso 18 ottobre i sindacati confederati Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato uno sciopero generale del settore automotive con una manifestazione in piazza del Popolo che ha visto la partecipazione di 20mila persone.

