Stesi sul corso per dire no all’eletrodotto “inutile”

27 Luglio 2014

LANCIANO. Un lungo traliccio "umano" fatto di donne, uomini e ragazzi di tutte le età, stesi, schiena a terra, lungo corso Trento e Trieste nell'ora clou del passeggio serale. É andato di scena ieri...

LANCIANO. Un lungo traliccio "umano" fatto di donne, uomini e ragazzi di tutte le età, stesi, schiena a terra, lungo corso Trento e Trieste nell'ora clou del passeggio serale. É andato di scena ieri sera tra gli sguardi curiosi di passanti e commercianti il flash mob organizzato dal Cast (comitato ambiente, salute e territorio) contro l'insediamento dell'elettrodotto Villanova-Gissi della società Terna che dovrebbe portare energia dal Montenegro in Italia passando per sedici comuni abruzzesi: Cepagatti, Chieti, Casalincontrada, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Filetto, Orsogna, Guardiagrele, Sant’Eusanio Del Sangro, Castel Frentano, Lanciano, Paglieta, Atessa, Casalanguida e Gissi. La manifestazione è durata diversi minuti, poi gli attivisti del Cast hanno distribuito materiale informativo e spiegato le ultime azioni contro l'installazione di decine di tralicci, ad altissima tensione (380mila volt), alti fino a 75 metri. Al flash mob hanno partecipato i ragazzi di Zona 22 di San Vito e il movimento Stop Biocidio. Obiettivo manifesto era far risaltare, così come hanno spiegato gli organizzatori, «che la lotta all'energia fossile è una battaglia di coerenza. Questi progetti sono devastanti e inutili, come il Mose, per il nostro paese. E non bisogna credere alle false sirene di chi dice che servono».

Intanto a un anno e mezzo dall’autorizzazione dell'opera non sono ancora passati a sentenza i ricorsi presentati al Tar del Lazio a cui hanno presentato istanza i comuni di Lanciano, Castel Frentano e Paglieta, il Cast e diversi proprietari ricorrenti, tra cui alcuni privati di Casalincontrada e il tecnico Antonio Di Pasquale.

«Altro nodo da sciogliere per le amministrazioni rimaste contrarie al progetto», spiega il Cast «è la possibilità di rinegoziare con Terna varianti nei tratti critici degli attraversamenti, come le zone più urbanizzate. A Terna si chiederebbe di valutare ipotesi che sono basate sulle stesse fasce di fattibilità previste in progetto». (d.d.l.)

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