Stipendi dei politici, aumenti in Comune

Crescono le buste paga di sindaco, vice, assessori e presidente del consiglio: è l’effetto della nuova legge di bilancio
CHIETI. Aumentano gli stipendi del sindaco Diego Ferrara, del vice Paolo De Cesare, del presidente del consiglio comunale Luigi Febo e di tutti gli assessori. Gli amministratori pubblici in questione, a partire dal 2024, guadagneranno più del doppio rispetto a quando si sono insediati a palazzo di città: l’incremento è del 114%, per essere precisi. Tanto per rendere l’idea: l’indennità mensile del primo cittadino passerà da 4.508,67 a 9.660 euro lordi. Ma già da subito le buste paga saranno molto più pesanti rispetto al passato. È l’effetto del provvedimento firmato ieri mattina dal segretario generale Celestina Labbadia con il quale si dà il via libera agli «adeguamenti» previsti dalla legge di bilancio approvata dal governo Draghi. In totale, per finanziare la misura, a livello nazionale sono disponibili 100 milioni per il 2022, 150 milioni per il 2023, 220 milioni a decorrere dal 2024.
Fino a ieri, le indennità degli amministratori locali erano quelle stabilite da un decreto del Viminale di quasi 22 anni fa, il 119 del 4 aprile 2000. Da allora tutto è rimasto inalterato mentre, per l’inflazione, quelle cifre, come calcolato dal Sole 24 Ore, hanno perso il 34,1% del valore iniziale. Anzi, un aggiornamento c’è stato, ma al ribasso, quando la Finanziaria per il 2006 le ha tagliate del 10%. Il governo Draghi, con il ministro dell’Economia Daniele Franco e il titolare della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, ha deciso di mettere mano al problema dopo la battaglia avviata dall’Anci, l’associazione nazionale comuni italiani, che ha sottolineato, con il presidente Antonio Decaro, come ci fossero «sindaci con un’indennità inferiore al reddito di cittadinanza». La nuova regola fissa un principio, che àncora il compenso degli amministratori locali a quello dei presidenti di Regione, con un parametro che scende insieme alla dimensione demografica del Comune. Il 100% dei 13.800 euro lordi fissati come tetto per i «governatori» è riservato ai «sindaci metropolitani», che guidano città come Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna o Firenze. Negli altri capoluoghi si scende all’80%, quando gli abitanti sono più di 100mila, e al 70% (come nel caso di Chieti) quando sono meno, mentre per i Comuni non capoluogo si va dal 45% dei più grandi al 16% di quelli sotto i 3mila abitanti.
Nel capoluogo teatino, dunque, i salti avanti sono più che corposi. Per il sindaco, l’incremento è da 4.508,67 euro lordi mensili a 6.826,77 euro già da quest’anno, per poi raggiungere 8.011,57 nel 2023 e 9.660 nel 2024. L’effetto a catena è che cresce anche la busta paga di tutte quelle figure che hanno un’indennità variamente parametrata su quella del primo cittadino. Per quanto riguarda il vice sindaco, si passa da subito da 3.381,50 a 5.120,08, fino a 6.008,68 euro nel 2023 e 7.245 fra due anni. Il 2024 vedrà il presidente del consiglio comunale e gli assessori approdare a 5.796 euro rispetto ai “vecchi” 2705,20, già da quest’anno lievitati a 4.096 e dal prossimo a 4.806,94. L’indennità di funzione, come prevede il decreto legge del 2000, è dimezzata per gli amministratori che non hanno chiesto l’aspettativa dal lavoro.

