Stop ai Banderesi, la festa slitta di un anno

Bucchianico, fermati i preparativi. Il sindaco Tracanna: «Decisione inevitabile, restiamo a casa»
BUCCHIANICO . Congelata l’edizione 2020 dell’ultrasecolare Festa dei Banderesi: il banderese Vincenzo Rosino, di contrada Tiboni, sfilerà a maggio 2021. Bloccati fino al prossimo gennaio i preparativi della rievocazione folkloristica, storica e religiosa, che fa capo al sogno leggendario che liberò nel Basso Medioevo Boclanico dall’espansione della vicina e potente Teate, grazie alla strategia bellica data in sogno da Sant’Urbano al sergentiere, capo della milizia. La decisione di bloccare tutto, fino a gennaio prossimo, è stata presa dalle autorità della festa: il Banderese Vincenzo Rosino, il sergentiere Guglielmo Urbano Tatasciore, il sindaco Carlo Tracanna, il parroco Mario Agasantis, il luogotenente dei carabinieri Pietro Mangiapia e la Pro Loco con a capo la presidentessa Veronica Zappacosta.
«Una decisione sofferta ma che è stata inevitabile», ha commentato il banderese Cardinale al suo secondo mandato, il primo nel 1980. «Abbiamo fermato tutta l’organizzazione: la realizzazione dei fiori di carta, l’allestimento dei carri, degli spazi per i pranzi a cui sono invitati i parenti fino alla settima generazione e le serate ballanti a cui tutta la cittadinanza prende parte. Riprenderemo tutto ad anno nuovo» confida Cardinale. «Non si poteva fare altrimenti», aggiunge il sindaco Tracanna, «la nostra festa rappresenta un momento di convivialità e di socializzazione in cui i concittadini, amici e familiari si danno appuntamento per stare insieme e in questo momento non è possibile, anzi, invito ancora una volta i miei concittadini a non uscire e rimanere a casa. Dobbiamo essere ancora vigili e rispettosi delle regole».
«Questo maggio, per tutti noi bucchianichesi, sarà un mese di restrizione. Difficile immaginarlo senza l’urlo dedicato a Sant’Urbano che rimbomba per le vie di tutto il paese, le centinaia di migliaia di fiori di carta crespa che le nostre donne realizzano uno ad uno, le musiche, i tamburi, lo stare insieme che ci lega e caratterizza non solo nei giorni di grande festa di maggio ma durante tutto un anno di lavoro in vista della “ciammaichella”», spiega il sergentiere Tatasciore. Sant’Urbano ci sosterrà anche in questo momento in cui la festa perde, per quest’anno, il suo carattere folkloristico e assume una forma più spirituale e di devozione».
«Tutti a Bucchianico hanno un particolare legame con Sant’Urbano e la festa che dedichiamo a lui dal 1280», racconta Zappacosta, presidente della Pro Loco, «stiamo lavorando per tenere vivi tutti i simboli della saga ultra centenaria sia sotto il profilo religioso sia per gli aspetti più tradizionali e folkloristici, e per fare questo i social assumeranno un ruolo molto importante. A breve», promette la presidente della pro loco, «renderemo note le nostre iniziative». (d.z.)
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