Stop ai raggiri: ecco come non cadere nella trappola

28 Luglio 2020

CHIETI. È lungo l’elenco dei clienti truffati da falsi operatori delle Poste o da finti impiegati di banca che, attraverso sms, telefonate e mail, riescono a farsi consegnare con l’inganno i codici...

CHIETI. È lungo l’elenco dei clienti truffati da falsi operatori delle Poste o da finti impiegati di banca che, attraverso sms, telefonate e mail, riescono a farsi consegnare con l’inganno i codici segreti e a prosciugare i conti correnti. Ecco una serie di consigli da seguire per non cadere nella trappola.
Il punto di partenza è che Poste Italiane e gli istituti di credito non chiedono mai dati riservati (utenza, password, codici di sicurezza) in nessuna modalità (mail, sms, chat, operatori di call center) e per nessuna finalità. Se qualcuno dovesse farlo, è certo che si tratta di un tentativo di frode. Di conseguenza, non bisogna rispondere per alcun motivo alle richieste di dati personali. E ancora: è fondamentale controllare sempre l’attendibilità di una mail prima di aprirla, verificare che il mittente sia realmente chi dice di essere e non qualcuno che si finge qualcun altro. È sconsigliabile cliccare sul link contenuto nelle mail sospette; se per errore dovesse accadere, non autenticarti sul sito falso e chiudi subito. Non entrare su internet tramite link trasmessi via mail o sms: l’indirizzo web dell’istituto di credito o delle Poste va inserito direttamente nel browser. Con la stessa finalità di carpire dati di accesso a servizi finanziari online o altri che richiedono una registrazione, un pericolo più subdolo arriva dall’utilizzo dei virus informatici. Le «modalità di infezione» sono diverse. La più diffusa è sempre il classico allegato al messaggio di posta elettronica; oltre che con i file con estensione “.exe”, i virus si diffondono celati da false fatture, contravvenzioni e avvisi di consegna pacchi che giungono in formato “.doc” e “.pdf” . (g.let.)
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