Stop al divieto di dimora, indagati in città
Sono tornati a Vasto Luisito Lategano, Antonio Recinelli e Franco D’Ambrosio, i tre dipendenti comunali arrestati il 4 luglio nell’ambito dell’operazione Eterno riposo, condotta dalla polizia di...
Sono tornati a Vasto Luisito Lategano, Antonio Recinelli e Franco D’Ambrosio, i tre dipendenti comunali arrestati il 4 luglio nell’ambito dell’operazione Eterno riposo, condotta dalla polizia di Vasto su disposizione della procura. Il gip Italo Radoccia ha revocato il divieto di dimora disposto un mese fa per esigenze cautelari: resta l’obbligo di presentazione alla polizia. «Sono venute meno proprio quelle esigenze», afferma l’avvocato Antonello Cerella. D’Ambrosio, 60 anni, Recinelli (65), e Lategano (45), rispettivamente custode, necroforo e operaio, sono accusati di induzione indebita a dare o promettere utilità e di vilipendio di cadavere. Le presunte mazzette oscillavano dai 150 ai 700 euro per quella che è stata definita dagli investigatori «una redditizia gestione parallela delle attività cimiteriali che non passava dagli uffici comunali». L’attività illecita avrebbe riguardato soprattutto le operazioni di inumazione, tumulazione, esumazione ed estumulazione dei feretri, per eseguire le quali «i tre inducevano gli utenti a pagare loro somme di denaro, anziché rivolgersi al servizio patrimonio e demanio del Comune, per il versamento delle tariffe previste dal regolamento». Secondo la polizia, tutto avveniva nell’ufficio del cimitero dove i tre ricevevano gli utenti colpiti dai lutti. «Il mio cliente, Lategano», ribadisce l’avvocato Cerella, «non ha mai chiesto nulla. Erano gli utenti a dargli delle mance». (p.c.)

