Stop al sansificio, Vecere vuole 7 milioni

Chiesti i danni per il mancato guadagno dal blocco delle attività. Il Comune: ci opporremo, l’impianto non poteva riaprire
TREGLIO. Un risarcimento danni di 7 milioni e 200mila euro. È l’enorme cifra richiesta ai Comuni di Treglio e Rocca San Giovanni, alla Regione Abruzzo, ad Asl, Suap, enti locali del Patto Sangro-Aventino da parte dei responsabili degli impianti Sansifici Vecere per il blocco di un anno delle attività e il conseguente mancato guadagno a seguito del diniego all’autorizzazione per il rinnovo per altri 15 anni.
IL RISARCIMENTO. Gli impianti, precedentemente sequestrati e fermati dalla magistratura, avevano ricominciato a “fumare” agli inizi di novembre 2017. L’autorizzazione ad esercitare l’attività del Sansificio Vecere, classificato come industria insalubre di prima classe, era scaduta e, quindi, non avrebbe potuto riaprire, cosa che tuttavia è avvenuta il 3 novembre scorso. A questo si è opposta la conferenza dei servizi regionale, dando il definitivo stop alle attività. Ma i responsabili degli impianti si sono opposti al procedimento appellandosi al Tar e chiedendo, contestualmente, 7.200.000 euro di risarcimento danni.
IL COMUNE DI TREGLIO. «Ci opponiamo a questa richiesta», commenta il sindaco di Treglio Massimiliano Berghella, «e abbiamo affidato la nostra difesa all’avvocato Fabrizio Colasurdo dello studio legale Saracco Formentin. In realtà», prosegue il primo cittadino, «chi ha avuto un danno in tutti questi anni non sono i titolari degli impianti, ma tutta la comunità di Treglio. Nel nostro parere negativo alla ripresa delle attività per altri 15 anni abbiamo anche suggerito una strada amministrativa e una scelta tecnica che i Vecere avrebbero potuto e dovuto percorrere, ma in tutto questo tempo non è stata fatta alcuna modifica né è stato seguito alcun nostro suggerimento tecnico».
LE AUTORIZZAZIONI. A supporto della tesi del Comune di Treglio è giunto, proprio in questi giorni, il parere dell’Arpam (Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche). La verifica è stata disposta dai giudici del Tribunale amministrativo regionale di Pescara, ai quali ha fatto ricorso, in un altro procedimento, il Comune di Treglio in riferimento alla ripresa della campagna olearia 2015-2016. «Dopo che, agli inizi del 2015, sono stati apposti i sigilli al Sansificio Vecere e alla centrale a biomasse della Gct srl (Gestione Calore Treglio, ndc) da parte della Procura di Lanciano, perché inquinavano», ricorda Berghella, «i titolari, in data 7 aprile 2015, hanno presentato alla Provincia di Chieti la richiesta di “modifica non sostanziale” agli impianti Gct e Sansifici Vecere per poter attivare una procedura d’urgenza che, con pochi adempimenti, avrebbe potuto portare alla possibilità di ottenere il dissequestro, per quattro volte già negato dal Tribunale del riesame, e la riattivazione dello stabilimento. Furono i pareri “favorevoli” di Arta e Provincia, che modificarono le autorizzazioni precedentemente rilasciate, a far ottenere ai Vecere il dissequestro parziale dell’impianto che iniziò la campagna olearia 2015-2016».
IL PARERE DELL’ARPAM. «Ma il Comune», conclude il sindaco, «a tutela del territorio e della salute dei cittadini, convinto che ci fosse un grosso errore, si è rivolto al Tar che ha disposto la verifica dei procedimenti amministrativi e dei controlli effettuati da Arta e Provincia e ha affidato una verifica all’Arpam. Verifica, appena depositata, e che ci dà ragione. Quelle erano “modifiche sostanziali”, perciò l’iter autorizzativo avrebbe dovuto seguire un altro corso, molto più complesso ed irto». Le risultanze delle verifiche Arpam saranno discusse a giugno dinanzi al Tar.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

