Stop all’impianto con 5 serbatoi

14 Gennaio 2021

Il progetto da 50 milioni prevedeva cisterne per 25mila metri cubi di gas

ORTONA . Un deposito da 25mila metri cubi al porto di Ortona, un progetto a firma dell’ingegnere Massimo Mauro che venne presentato anni fa e da cui è partito un lungo dibattito in città. All’epoca si parlò di cinque serbatoi sotterrati per lo stoccaggio. Un investimento da circa 50 milioni, con una ricaduta occupazionale che l’azienda aveva stimato essere in oltre 120 unità lavorative tra addetti diretti e indiretti. L'impianto sarebbe sorto su una superficie 21mila metri quadrati.
Il parco di stoccaggio avrebbe previsto cinque serbatoi metallici ad asse orizzontale di capacità pari a 5mila metri cubi ognuno, ricoperti di terreno ed appoggiati su letto di sabbia. Lo stabilimento sarebbe stato costituito da due zone di intervento. La prima, un’area di scarico nave, composta da impianti ed apparecchiature per l’ormeggio e lo scarico di navi gasiere. La tubazione e le apparecchiature funzionali alla discarica della gasiera sarebbero state installate su una struttura metallica disposta in allineamento con la diga foranea, lato nord, da collegare con un pontile di attracco. Sullo stesso pontile, oltre alle apparecchiature di collegamento dell’imbarcazione, sarebbero stati installati impianti di servizio idonei ad una gestione sicura delle funzioni di scarico.
La seconda area, quella di deposito, sarebbe stata invece costituita da manufatti, impianti e sistemi per lo stoccaggio del prodotto scaricato dalle gasiere, e per il caricamento in autocisterne e ferrocisterne del gpl, da spedire su tutto il territorio nazionale. Questa zona sarebbe stata collocata su una porzione della banchina nord del porto, dove sarebbero sorti i serbatoi fissi per lo stoccaggio di gpl oltre a manufatti ed utilities necessarie al caricamento e spedizione del prodotto su ruote e rotaie. In merito al traffico, inoltre, era prevista una movimentazione nell'area portuale di circa 50 autocisterne al giorno. (a.s.)