Stop alla mensa, il Comune ora richiama l’ex gestore

Svolta in arrivo dopo la censura del Consiglio di Stato: il servizio potrebbe ripartire Ferrara: «Ordinanza discutibile dei giudici, ma siamo già pronti ad applicarla»
CHIETI. La decisione sembra presa: sarà l’ex gestore, la ditta Ladisa, a riattivare, «il più presto possibile», la mensa scolastica per i 1.500 scolari teatini. Dopo una bocciatura al Consiglio di Stato, l’amministrazione comunale si appresta a tracciare la strada suggerita dallo stesso organo. L’ordinanza appena emessa si limita a rigettare la richiesta del Comune di annullare la sospensiva emessa dal Tar che, di fatto, ha bloccato l’esecuzione dell’appalto sulla mensa, ma nel dispositivo dell’ordinanza si evince chiaramente che il Consiglio di Stato ritiene che il servizio può essere svolto dall’ex gestore. E così il Comune, che ha chiuso i rapporti con la Ladisa non certamente nel migliore dei modi, decide di ingoiare il rospo e di rivolgersi alla ditta che aveva persino multato e messo in mora l’anno scorso dopo i disservizi che si erano verificati all’inizio dell’anno scolastico. Una marcia indietro che non sfugge all’opposizione, che infatti ne approfitta per attaccare.
TORNA LA LADISA «Applicheremo sin da subito», dice il sindaco Diego Ferrara, «quanto il Consiglio di Stato dispone, affinché nei prossimi giorni la mensa sia riattivata nelle scuole comunali e a gestirla sia la Ladisa come hanno indicato i giudici. L’amministrazione in questi mesi ha fatto tutto il possibile perché il servizio fosse buono e affidabile, affinché non si ripetessero più i disagi vissuti dai bambini l’anno scorso. Evitiamo di contestare una sentenza discutibile del Consiglio di Stato a cui daremo seguito, sia per garantire il servizio mensa ai bambini, sia per garantire i lavoratori senza stipendio da mesi». Bacchettata per ben due volte da provvedimenti avversi degli organi amministrativi (prima la sospensiva del Tar e ora il rigetto del Consiglio di Stato), l’amministrazione decide dunque di non proseguire sulla strada dell’affidamento diretto per un importo sotto soglia e poi per quella della procedura negoziata, così come aveva previsto, e torna dalla Ladisa, la stessa ditta che, non avendo vinto la gara, ha fatto ricorso al Tar che la ha concesso la sospensiva.
LA PROMESSA: VIA A BREVE Il sindaco Ferrara chiede inoltre ai genitori e al personale delle scuole di essere, insieme al Comune, «rigorosi controllori del servizio che dovrà ripartire nel più breve tempo possibile. Chiederemo a scuola e famiglie di aiutarci a fare in modo che finché non potremo dare seguito al nuovo appalto e individuare il nuovo gestore, i pasti abbiano un quotidiano e severo monitoraggio, innanzitutto a tutela dei bambini, della refezione scolastica che l’amministrazione deve assicurare secondo determinati standard e dei diritti di tutti i soggetti coinvolti in questa situazione, soprattutto quelli più vulnerabili».
L’OPPOSIZIONE ATTACCA «L’amministrazione brancola nel buio», attacca la capogruppo di Azione politica Serena Pompilio, «ancor di più a seguito del rigetto dell’impugnativa innanzi al Consiglio di Stato, cui si confidava, atteso che non c’è stata la volontà di trovare soluzioni urgenti alla problematica che consentissero di andare incontro alle famiglie e ai 67 lavoratori rimasti a casa». Pompilio rimarca anche la mancata condivisione «su un tema che non può avere un colore politico atteso che a oggi non è stata nemmeno convocata la commissione mense, nonostante siano stati convocati incontri istituzionali solo con i presidi e i genitori cui sono state date rassicurazioni che non hanno avuto puntualmente riscontro. Paura forse di affrontare la cruda realtà in contraddittorio e di essere smentiti?».

