Stop alle scorciatoie, è ammesso il ricorso davanti al giudice di pace

30 Novembre 2019

«Il credito è divenuto certo, liquido ed esigibile ed è definitivo e incontestabile», così recitano le cartelle della Teateservizi arrivate ai politici e nelle case di altre migliaia di residenti di...

«Il credito è divenuto certo, liquido ed esigibile ed è definitivo e incontestabile», così recitano le cartelle della Teateservizi arrivate ai politici e nelle case di altre migliaia di residenti di Chieti, «per cui occorre procedere al recupero coattivo». E le cartelle spiegano come pagare: con le bollette allegate o tramite bonifico su un conto intestato alla Teateservizi. È possibile, però, fare ricorso senza tentare le scorciatoie tipiche della casta: ricorso alla commissione tributaria provinciale per le bollette non pagate oppure, per le ingiunzioni, è ammesso il ricorso al giudice di pace di Chieti per importi inferiori a 15.493,71 euro e al tribunale di Chieti per importi superiori. Per le intimazioni di pagamento, in assenza di saldo, sono previste azioni cautelari e procedure esecutive: pignoramento mobiliare, fermo dei beni mobili registrati (auto e moto), pignoramento immobiliare, iscrizione ipotecaria.