«Stop di 15 giorni nelle fabbriche»
Fagnilli: assembramenti intollerabili in Val di Sangro, sì alle chiusure
PIZZOFERRATO. «Paradossale». Così definisce, il sindaco di Pizzoferrato, Palmerino Fagnilli, l’accordo tra sindacati e associazioni di categoria per la sicurezza nei confronti del coronavirus sui luoghi di lavoro perché «le piccole piazze sono vuote e le industrie piene». Si sono, giustamente, fermati, bar, ristoranti, piazze e mercati di paesi, piccole attività, ma non si fermano, sostiene Fagnilli, le grandi aziende «dove l’assembramento non è opzionabile, ma organizzativamente necessario e i “dispositivi di protezione individuali”, suonano come uno sberleffo al serio atteggiamento tenuto verso gli altri settori produttivi e delle persone tappate in casa». La Val di Sangro è la zona industriale più importante del centrosud con 20mila addetti. «Come si fa a rendere intellegibile ai propri cittadini che non bisogna uscire, non bisogna nemmeno andare a camminare, se poi si afferma che si può andare in luoghi dove l’assembramento è inevitabile?», sostiene Fagnilli che propone di «bloccare per 15 giorni l’attività industriale in Val di Sangro e magari recuperare con le ferie di agosto 2020. Il mercato forse non può aspettare?». Vi è poi il tema delle norme e le condizioni per recarsi al lavoro: autobus e auto private. Ossia le distanze di sicurezza, uno avanti e uno dietro nelle auto e un metro di distanza sui bus. Vi è poi l’organizzazione interna: mensa, pause e postazioni, sia a isola che in catena di montaggio con distanze e protezioni. «Uno degli ingredienti forti della Val di Sangro è “la risorsa umana”. Da lì bisogna partire per il dopo virus. È stata persa una grande occasione per dimostrare al Paese, a tutti i lavoratori quali siano le priorità». (m.d.n.)

