Strade, credito e ricerca Sos dagli imprenditori

1 Agosto 2014

MOZZAGROGNA. Il completamento della Fondovalle Sangro, il miglioramento dell’accesso al credito per finanziare gli investimenti, il supporto alla ricerca e all’innovazione. Sono le questioni emerse...

MOZZAGROGNA. Il completamento della Fondovalle Sangro, il miglioramento dell’accesso al credito per finanziare gli investimenti, il supporto alla ricerca e all’innovazione. Sono le questioni emerse nell’assemblea di Confindustria Chieti, riunita ieri nella sede in Val di Sangro per approvare il progetto di fusione con Confindustria Pescara e i bilanci associativi. Resta fuori l’eco delle vicende che coinvolgono la Honda e il presidente della Camera di commercio, Silvio Di Lorenzo, che vengono affrontate nella riunione della giunta che precede l’assemblea.

Gli associati si concentrano sulle problematiche della viabilità, delle infrastrutture, del credito, che affliggono il tessuto di piccole e medie imprese che caratterizza il territorio teatino. Questioni che l’assemblea pone anche all’attenzione del presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, giunto in visita con l’assessore Dino Pepe. «I servizi vanno portati dove ci sono aziende e cittadini», dice il presidente di Confindustria Pescara, Enrico Marramiero. «Bisogna portare avanti il progetto del Campus automotive e supportare la ricerca anche per le piccole e medie imprese, che danno apporto di crescita e occupazione», aggiunge Paolo Primavera, il cui incarico come presidente degli Industriali di Chieti è prorogato fino a dicembre, «per quanto riguarda il supporto al credito, la nostra proposta è creare un fondo di garanzia per gli investimenti nei casi di aziende che faticano ad accedere al credito». Agli industriali del Chietino D’Alfonso conferma il finanziamento di 120 milioni di euro per il completamento della Fondovalle Sangro: «Qui si è balbettato per 40 anni», dice il governatore, «adesso quest’opera è la priorità numero uno». Ratificato anche il bilancio consuntivo 2013, che chiude con un disavanzo di gestione di 212mila euro, da imputare al decremento del fondo comune, mentre le entrate ammontano a circa 1.300.000 euro. (s.so.)

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