Strade insicure, la Fiom incalza la Regione

Atessa. Il sindacato chiede interventi sulla viabilità nell’area industriale: «Proteggere i lavoratori»
ATESSA. Infrastrutture nella zona industriale della Val di Sangro, dopo la mozione presentata da maggioranza e minoranza, il sindaco Giulio Borrelli scrive al presidente della Regione Marco Marsilio, all’assessore alle Attività produttive Daniele D’Amario, al sottosegretario alla presidenza della giunta con delega alla Mobilità e infrastrutture Umberto D’Annuntiis e al prefetto di Chieti Mario Della Cioppa. Nell’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto, oltre alle necessità di implementare, a cura dell’Arap, la videosorveglianza, si è accennato anche alla sicurezza stradale. «Nella Val di Sangro», scrive Borrelli, «abbiamo sempre rivendicato una maggiore attenzione e importanti investimenti. La rete idrica è vecchia e sovente presenta perdite consistenti, tutti gli assi viari versano in condizioni pessime se non disastrose, ai limiti della percorribilità, l’illuminazione è scarsa se non del tutto assente per lunghi tratti. Le criticità rappresentate sono stati ampiamente condivisi dalle maggiori aziende della Val di Sangro e dai sindaci». Borrelli chiede di estendere l’attenzione del Comitato alla sicurezza stradale in Val di Sangro e, inoltre, ai vertici regionali, alla luce del mandato conferito dal consiglio comunale, di trasmettere «con la massima urgenza un puntuale cronoprogramma di tutti gli interventi che si ha intenzione di porre in essere con le risorse programmate dalla Regione, specificando i relativi termini di ultimazione».
Interviene anche la Fiom Cgil Chieti: «Nel territorio che produce una parte significativa del Pil abruzzese e garantisce più del 50% dell’export non si riescono a sistemare le strade che dovrebbero proteggere questo patrimonio. Ogni giorno», dice il sindacato, «più di 22mila lavoratori contribuiscono a questa ricchezza e non si capisce perché per raggiungere alcune fabbriche, ad esempio la Honda e la Hydro, si debba rischiare la vita oppure, a causa delle buche della strada che costeggia la Isringhausen, la Trigano e altre aziende, ogni giorno si rischia di rompere le sospensioni delle auto. Ormai gli incidenti all'incrocio di via Italia non si contano più. Richiamiamo alle responsabilità la Regione e in particolare l'Arap: se non dovesse avere le competenze necessarie, coinvolga l’Anas per trovare le soluzioni».
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