Studentato, spunta una firma di Febo

28 Agosto 2015

L’ex candidato sindaco, rivale di Di Primio, ritirò in Comune un atto importante per la Campus X. Ecco il documento

CHIETI. «Per ricevuta, 02/08/2013” firmato: Luigi Febo. A che titolo l'ex candidato sindaco firma, due anni fa, un documento importante in nome e per conto della Campus X, la società che gestisce lo studentato sfrattato dalle Regione e dal Comune? La nostra inchiesta giornalistica che tira in ballo il nome di Febo parte da un atto datato 9 maggio 2013. Il direttore generale della Campus X, Emiliano Bartolini, in quella data, scrive al responsabile dello sportello unico dell'edilizia del Comune di Chieti. Il problema è serio, molto serio, soprattutto per le decine di studenti che vivono nelle due torri del Villaggio del Mediterraneo e che ora sono stati costretti, in fretta e furia, a fare le valigie. Qual era e qual è il problema che infine ha portato al drastico sfratto di massa di oltre 160 ragazzi su trecento posti disponibili? La risposta è semplice. Le due torri risultano essere uno studentato. Ma solo una Onlus può gestire questo tipo di struttura. E la Campus X non è una Onlus ma una società con scopi naturalmente di lucro. Quindi per continuare a gestire l'enorme struttura doveva, per prima cosa, chiedere al Comune il cambio di destinazione d'uso in casa albergo. Il passo successivo era quello di adeguare, con costosi lavori, le due torri a struttura ricettiva tipo appunto un albergo. Solo così l'immobile sarebbe stato a norma. La cosa però non è mai stata portata a termine dalle Campus X che, peraltro, non è proprietaria dell'immobile. Ma questo è un altro (singolare) capitolo.

Torniamo a Febo e a quella firma. Si diceva di Bartolini che, a maggio del 2013, chiede al Comune, per la precisione al dirigente Paolo Intorbida, quale fosse la destinazione d'uso delle due torri. E due mesi dopo, il 24 luglio, Intorbida risponde al dg che “l'edificio _ le due torri, (ndr)_ è destinato ad uso studentato”. Di fatto questo documento certifica l'irregolarità alla base di tutto perché mette al corrente la Campus X che sta gestendo una struttura che solo una Onlus può portare avanti. Ma arriviamo al dunque. Il 2 agosto del 2013 qualcuno, incaricato dalla Campus X, si presenta in Comune per ritirare l'attesa risposta che taglia la testa al toro. E quel qualcuno si chiama Luigi Febo, lo sfidante di Umberto Di Primio che, all'epoca della lettera di Bartolini, era consigliere comunale d'opposizione, vice presidente della commissione edilizia del Comune e membro della commissione urbanistica. Tre buone ragioni per astenersi. Ma non sappiamo a che titolo Febo, che di professione fa l'architetto, andò in Comune in nome e per conto della società che gestisce lo studentato senza però essere in regola con le norme urbanistiche. Quelle norme che lo scorso 6 agosto hanno spinto un altro dirigente del Comune, Angela Falcone, a diffidare senza se e senza ma Giovanni Pontrelli, 44enne barese, legale rappresentante della Campus X, “ad esercitare nei locali siti in Chieti, nel Villaggio del Mediterraneo, l'attività di albergo”, disponendo “l'immediata cessazione di eventuali attività in essere presso detta struttura in difformità con la normativa regionale”. Che fa la Campus X? Prima ancora di ricorrere al Tar scrive agli studenti. Centinaia di avvisi ad abbandonare gli alloggi.

Ma in campo scende anche la Regione che, attraverso un suo dirigente del settore Turismo, Giancarlo Zappacosta, che peraltro è un teatino doc, nei giorni scorsi ha fatto sapere che ben due ispettori erano già stati e visionare le due torri, scoprendo le carte mancanti, e che successivamente l'ente aveva diffidato a sua volta il Comune a intervenire anche in questo caso senza se e senza ma. Sembra essere tutto chiaro o quasi tutto. A che titolo Luigi Febo firmò per ricevuta e ritirò quell'atto? A voler fare della fantapolitica potremmo anche farci una seconda domanda: e se fosse diventato sindaco, sconfiggendo Di Primio al ballottaggio, come avrebbe potuto diffidare la Campus X a far sloggiare gli studenti? Qualunque siano le risposte non basteranno mai a far riavere gli alloggi, peraltro pagati in anticipo, a un esercito di studenti beffati senza prova d'appello a settembre.