Studenti in piazza: dateci servizi

Sit-in in pieno centro dei ragazzi dell’Usd: «Vogliamo spazi sociali e culturali»
CHIETI. “Chieti città della camomilla”. È la scritta che si legge su uno dei cartelloni che i ragazzi dell’Uds, l’Unione degli studenti, ha portato al sit-in organizzato a piazza Vico. E come per l’inviato speciale del Resto del Carlino, Alberto Mario Perbellini, che nel 1926 inventò questa definizione per il capoluogo teatino ai tempi del processo Matteotti, anche per i ragazzi dell’Uds la frase non ha un connotato positivo. Anzi: «Vogliamo dare una svegliata a questa città», dice Giulia Pia Peca, coordinatrice Uds Chieti. Il gruppo di studenti che ieri pomeriggio, sfidando il freddo, ha partecipato al sit-in di piazza Vico, chiede che la città diventi maggiormente a misura di studente. Servono spazi adeguati per i giovani.
«Dateci spazi, fateci spazio», hanno scritto infatti su un altro dei cartelloni portato in piazza Vico. «Chiediamo spazi di socialità, culturali e formativi accessibili», spiega Peca. Un esempio? «In città non ci sono biblioteche o semplici sale di lettura facilmente fruibili», dice la studentessa, «o comunque quelle che ci sono non sono facilmente raggiungibili per uno studente che si presume non sia munito, data l’età, di un mezzo proprio. Il problema si pone soprattutto per i pendolari, già costretti a lunghe attese prima di poter tornare a casa con i mezzi pubblici. Se ci fossero spazi dove poter sedersi e aprire un libro per studiare, si potrebbe mettere a frutto l’attesa dell’autobus. E invece i ragazzi sono costretti a entrare nei bar e ovviamente consumare. Sappiamo che c’è una biblioteca al Theate Center, ma si trova abbastanza fuorimano per noi studenti».
Insomma, la “città della camomilla” non è a misura di giovani. «Dobbiamo fronteggiare la realtà», aggiunge Francesco De Benedictis, responsabile della comunicazione dell’Uds Chieti, «la città non fornisce alcun motivo ai giovani di rimanere e proseguire gli studi. Creare spazi di socialità è un primo passo per evitare che gli studenti scelgano di lasciare la propria città». Dai ragazzi arriva anche una richiesta alla politica in generale e in particolare al sindaco Diego Ferrara: «Chiediamo al sindaco e a tutta la politica presente a Chieti», dice Morena Luberti, responsabile dell’organizzazione dell’Uds Chieti, «di aprire dei tavoli di lavoro su questa specifica problematica che interessa tutti i giovani della città. Si cerchino soluzioni alla mancanza di spazi per noi giovani. Riteniamo che questo sia un problema concreto che va risolto con assoluta priorità». (a.i.)

