Studenti-insegnanti per i 24 immigrati

Progetto di Lanciano Lab e De Titta-Fermi: i ragazzi terranno lezioni di italiano agli ospiti di Villa Elce
LANCIANO. Gli studenti del De Titta diventano professori di italiano e i 24 migranti ospiti a Villa Elce allievi dell’istituto: l’integrazione in città passa per i banchi di scuola. Si chiama “Prima l’italiano” il progetto dell’associazione Lanciano Lab Onlus, in collaborazione con Comune, prefettura, istituto superiore De Titta-Fermi, cooperativa Matrix e Di Fonzo Viaggi, che vedrà i 24 immigrati del centro di accoglienza (Cas) di Villa Elce impegnati dal 4 aprile, il martedì e il venerdì pomeriggio, in corsi base di lingua italiana. Si chiamano Amanda, Chiara, Eleonora, Italo e Jasmine, i 5 studenti del quarto anno del Linguistico che saranno gli insegnanti di italiano degli immigrati. Questi saranno divisi in due classi in base alla lingua veicolare, che può essere l’inglese o il francese. «L’idea di attivare una scuola di italiano per stranieri», spiega Ileana Di Giacomo di Lanciano Lab, «è nata dalle risposte a questionari fatti ai 24 ragazzi quando sono arrivati, in cui hanno espresso la volontà di imparare la nostra lingua e conoscere la nostra cultura». «Abbiamo risposto a questo bisogno», aggiunge Francesco Di Bucchianico, presidente dell’associazione, «con il progetto “Prima l’italiano”: ovvero conoscere la lingua italiana per abbattere paure e pregiudizi. Lo abbiamo chiamato così anche provocatoriamente perché sentiamo ripetere ogni giorno, dietro ogni iniziativa verso gli immigrati: prima gli italiani». Lanciano Lab ha trovato la disponibilità della dirigente del De Titta-Fermi Daniela Rollo, il supporto della professoressa Teresa Maria D’Amelio, coordinatrice del progetto scolastico di Alternanza scuola-lavoro e della Di Fonzo che accompagnerà i 24 ragazzi a scuola. «La scuola si inserisce in un progetto di integrazione sociale e culturale con un duplice vantaggio», dice la Rollo, «per i ragazzi immigrati che hanno diritto alla giusta accoglienza, e per gli studenti che espletano l’alternanza scuola-lavoro che completa il loro percorso scolastico. È un progetto esportabile». A sottolineare quanto sia virtuoso il progetto in cui si intrecciano formazione, inclusione e integrazione l’assessore all’istruzione Giacinto Verna e il sindaco Mario Pupillo che annuncia la richiesta, fatta al prefetto, di trasformare il Cas di Villa Elce in Sprar, ovvero da centro di emergenza a Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. (t.d.r.)
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