Stupefacenti, sei condanne e un’assoluzione

Operazione antidroga “Pony dealer”: la pena più pesante di 9 anni e 7 mesi e 93mila euro di multa
VASTO. Sei condanne e un’assoluzione nel processo derivato dall'operazione antidroga "Pony dealer" scattata a dicembre 2018: sette gli imputati comparsi davanti al giudice del tribunale di Vasto, Stefania Izzi. Per loro l'accusa era possesso ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ad essere assolto Andrea Stanisci, difeso dall'avvocato Francesco Bitritto. La posizione più delicata era quella di Donato Sanfelice a carico del quale c'erano 154 di capi d'imputazione. L'uomo, difeso dall'avvocato Danilo Leva, è stato condannato alla pena di 9 anni e sette mesi di reclusione e a 93mila euro di multa. Ha rischiato una pena di oltre dieci anni ma il difensore è riuscito a farlo assolvere da 50 capi d'imputazione. Altro imputato che ha rischiato una pena severa era Umberto Bevilacqua ritenuto dall'accusa una sorta di fornitore di Sanfelice. Nonostante il pm avesse chiesto 3 anni e 8 mesi di reclusione, il difensore, Antonello Cerella, ha convinto il giudice della posizione più lieve del suo cliente e ha ottenuto le attenuanti generiche e la lievità del fatto: la pena è scesa a 2 anni e 4 mesi di reclusione e a 2.600 euro di multa. Anche i difensori degli altri imputati, Marisa Berarducci e Alessandro Orlando hanno ottenuto il riconoscimento della lieve entità: Erion Koroveshi è stato quindi condannato a un anno di reclusione e a 2mila euro di multa, Carmine Bevilacqua a un anno di reclusione e a 1.700 euro di multa, Antonio Colanton a un anno e a 1.500 euro di multa, Domenico Forgione a un anno e un mese e a 1.600 euro di multa. I difensori hanno già annunciato l'intenzione di ricorrere in appello.
Il gruppo venne denunciato dopo mesi di indagini del nucleo operativo dei carabinieri di Vasto. Fondamentali furono le intercettazioni telefoniche e ambientali. In principio gli indagati erano dieci. Per tre di loro emerse subito la posizione più lieve. Un anno fa hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato e hanno patteggiato. Per gli altri c'erano le accuse dei carabinieri supportate dal materiale raccolto durante l’attività investigativa. (p.c.)
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