Stuppia: «L’ospedale sia efficiente altrimenti l’università è a rischio»

Il rettore interviene a seguito della frattura tra i primari e Schael sulla gestione del Santissima Annunziata: «Risolvere i problemi è un interesse di tutti, 600 nostri specializzandi lavorano ogni giorno al policlinico»
CHIETI. «L’università d’Annunzio e i suoi corsi di Medicina vanno tutelati, a vantaggio di tutti, non solo dell’ateneo, ma anche di Asl e ospedale». Parola del neo rettore dell’ateneo Liborio Stuppia, a cui sembra interessare meno la polemica tra i primari e il direttore generale Asl, quanto soprattutto la soluzione dei problemi che hanno scatenato il dibattito. Stuppia chiede ad Asl e Regione di preservare la d’Annunzio: «Il corso di laurea e la Scuola di Medicina con le sue specializzazioni forniscono alla Asl 600 specializzandi che lavorano in ospedale. Ed è dunque interesse di tutti, Asl, Regione e Santissima Annunziata, far sì che l’ateneo resti in salute». Sulla base di un obiettivo comune, Stuppia auspica quindi un incontro in cui poter affrontare e risolvere i problemi.
LE POLEMICHE
Tutto è partito da una lettera a firma di sette primari – Umberto Benedetto (Cardiochirurgia), Roberto Buda (Ortopedia e traumatologia), Adelchi Croce (Otorinolaringoiatria), Massimo Caulo (Diagnostica per immagini), Salvatore Maurizio Maggiore (Anestesia e rianimazione), Felice Mucilli (Chirurgia) e Luigi Schips (Urologia) – inviata a maggio scorso ai vertici di Regione, Asl e università con una serie di lamentele: dalla mancata condivisione delle scelte da parte del direttore Asl Thomas Schael, a diverse problematiche ospedaliere e a una mancata attenzione all’università. Delle esigenze dei primari si è fatto interprete il comitato ristretto dei sindaci nella riunione del 29 giugno scorso, ma la situazione non si risolve, anzi il diverbio si accentua e deborda anche a livello politico. Tanto che Schael, per difendere la sua posizione, manda ai giornali una nota di 14 pagine sul comitato ristretto del 29 e le contestazioni dei primari, ribattendo punto per punto su tutto.
L’ATENEO
Stuppia, invece, decide di non scendere sul piano della polemica ma chiede azioni concrete nella soluzione delle criticità della sanità teatina, visto che si riverberano direttamente sulla d'Annunzio. «Se l’ospedale di Chieti perde di efficienza», spiega Stuppia, «se, ad esempio, le sale operatorie sono inadeguate, è facile che le nostre specializzazioni perdano di attrattiva. E se così dovesse essere, non ci sarebbero più quei 600 medici specializzandi che l’ateneo mette a disposizione dell'ospedale. Confido, dunque, che sia volontà precisa da parte di Regione e Asl preservare questo sistema, vale a dire che sia interesse di tutti, non solo dell’università, risolvere i problemi del Santissima Annunziata. Credo, dunque, che occorra sedersi intorno a un tavolo per affrontare la situazione». Quanto alla presa di posizione dei primari, Stuppia si limita a dire che «i colloqui vanno svolti a livello istituzionale, senza nulla togliere alle esigenze concrete del singolo». E dunque il neo rettore avoca a sé la problematica, chiedendo un tavolo di confronto ad Asl e Regione.
LA ASL
Le 14 pagine di Schael si aprono con una premessa: il dg contesta il verbale del comitato ristretto perché le sue dichiarazioni risultano rese fuori seduta, a comitato terminato, mentre secondo lui la seduta non era stata ancora chiusa. E così in 14 pagine Schael risponde alle contestazioni, affrontando i problemi del «convenzionare nuovo personale universitario», della carenza di personale, degli approvvigionamenti «incompleti e saltuari», dei «ritardi diagnostici e terapeutici», delle liste d’attesa, della carenza delle sale operatorie e delle nuove palazzine da realizzare.

