Stupri di gruppo, pene riparatorie per sei

Il giudice concede due anni e mezzo di messa alla prova agli imputati. Assolto uno studente, un altro affronterà il giudizio
VASTO. Due anni e mezzo di “messa alla prova” con l’autorizzazione a proseguire gli studi o le attività lavorative eventualmente avviate ma con l’obbligo di prestare opera di volontariato per enti e associazioni indicati dai magistrati. È quanto ha deciso ieri all’Aquila il giudice del tribunale dei minorenni, Cristina Tettamanti, chiamata a giudicare i giovani del Vastese coinvolti in due distinti episodi di stupri di gruppo ai danni di due ragazzine del Vastese. Su otto indagati - uno, il fidanzatino di una delle vittime, è coinvolto in entrambi gli episodi - a sei giovani è stata concessa la messa alla prova. Uno studente di San Salvo, assistito dall’avvocato Vincenzo Chielli, è stato assolto perché risultato estraneo ai fatti; un altro ragazzo di Paglieta, assistito dall’avvocato Massimo Biscardi, non ha chiesto la messa alla prova e ha ritenuto meglio affrontare il giudizio in tribunale, per poter dimostrare di essere sempre stato all’oscuro di tutto. I sei giovani ammessi alla prova torneranno davanti ai giudici aquilani a novembre 2022 per le verifiche del caso.
La vicenda scoppiò a giugno 2018 con i primi due arresti che divennero in breve 6. Ad agosto 2018, la procura vastese emise altri tre provvedimenti cautelari. Secondo l’accusa i giovani, insieme all’ex fidanzatino di una delle due minorenni abusate, avrebbero approfittato delle ragazze. Il processo è cominciato il 28 gennaio scorso. Il giovane di San Salvo, assistito dall’avvocato Chielli, è riuscito a dimostrare subito il ruolo marginale avuto nella vicenda. L’avvocato Biscardi, che difende il minorenne di Paglieta, sostiene che il suo cliente fosse ignaro di tutto ed è stato con quel gruppo di amici una volta sola. Per questo confida nel giudizio del tribunale.
La posizione più delicata era quella del giovane coinvolto in entrambi gli episodi di stupro. Il giovane a suo tempo trascorse anche un periodo in un istituto di rieducazione. Ora è maggiorenne e ha intrapreso gli studi universitari. Ad assisterlo nella delicata vicenda è stato l’avvocato Antonello Cerella. Gli altri ragazzi sono stati assistiti dai legali Roberto Cordisco, Gianni Menna, Raissa Mancinone, Roberto Cinquina, Sabatino Besca e Nicola Artese.
Alcuni degli imputati ora sono maggiorenni e studenti universitari. In due anni e mezzo dovranno dimostrare di aver capito la gravità del loro comportamento e di essere cambiati. I raduni sessuali che avvenivano nei garage, nei locali abbandonati del residence Rossetti, o negli anfratti della scarpata sotto il Belvedere Adriatico.
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