«Su Benito è silenzio totale»

Anziano scomparso. Ferri (Penelope): presto in Procura per vedere che cosa fare
GUARDIAGRELE. La richiesta di nuovi sopralluoghi nella zona di Piana San Bartolomeo con l’utilizzo di cani da cadavere e l’accesso al fascicolo amministrativo aperto dalla prefettura di Chieti sulle ricerche fin qui condotte affinché si possa valutare per filo e per segno quanto è stato fatto finora sul caso di Benito Della Penna, l’83enne di Guardiagrele scomparso da 71 giorni mentre passeggiava davanti alla sua abitazione, in contrada Piana San Bartolomeo. L’associazione Penelope che in Abruzzo, sotto il coordinamento della presidente Annalisa Loconsole, conta una delle strutture più dinamiche d’Italia, si sta facendo parte attiva nella vicenda. Il sodalizio che, proprio sul caso degli scomparsi agisce per sostenere chi vive il dramma di vicende del genere, mantiene rapporti diretti con l’ufficio del commissario straordinario di Governo per le persone scomparse e con questo lavora in sinergia per proporre eventuali soluzioni e misure in grado di rendere più efficaci gli interventi nel settore delle scomparse e delle ricerche.
Così dice l’avvocato dell’associazione, Katia Ferri, che è anche legale della famiglia Della Penna: «In base alla legge sull’accesso agli atti amministrativi, stiamo aspettando che trascorrano 30 giorni per avere la documentazione in possesso della prefettura sul caso di Benito. Abbiamo anche chiesto l’invio nella zona di cani da cadavere. Di recente abbiamo tenuto un incontro al Comune di Guardiagrele con sindaco e forze dell’ordine per vedere la disponibilità di questi animali, ma non abbiamo certezze sulle autorizzazioni da parte degli enti di riferimento. Noi non sappiamo nulla di ciò che è stato fatto finora. E il nostro dubbio è: si poteva fare di più?»
Nel frattempo, sabato scorso, la Protezione civile di Pescara e quella di Pineto hanno portato i loro volontari nella zona di Piana San Bartolomeo, ma le ricerche non hanno fatto emergere novità. «Vogliamo vedere come si sono svolte le ricerche in passato e che tipo di interventi sono stati fatti. Una volta che abbiamo quelle carte», aggiunge l’avvocato Ferri, «andremo in Procura, a Chieti, per vedere quali ulteriori passi si potrebbero compiere. Al momento sul caso Della Penna non ci sono ipotesi di reato». I cani cosiddetti “molecolari” che hanno perlustrato il tratto di strada frequentato da Benito Della Penna nelle sue passeggiate dopo aver annusato un capo di abbigliamento dell’83enne guardiese, non sono mai andati oltre il bivio di Piana San Bartolomeo: segno che almeno le tracce olfattive si fermano in quella zona. Della Penna è scomparso lo scorso 15 marzo, tra le 17 e le 17,30. Era uscito per fare due passi, come d’abitudine, visto che deve camminare per un problema a una gamba alla quale era stato operato. Indossava un giubbotto blu leggero, jeans, cappello classico, scarpe di pelle, occhiali da vista e portava l’immancabile stampella azzurra. Ha detto alla moglie, Maria Domenica, anche lei 83enne, di affacciarsi in campagna per andare incontro al genero Raffaele. Da quel momento nessuno l’ha più visto.
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