Su Raitre i fratelli morti ma la Provincia dà forfait

Miglianico, chiede giustizia la mamma di Pierpaolo e Valentina deceduti in auto cadendo da un ponte forse poco protetto. Pupillo declina l’invito per altri impegni
MIGLIANICO. Rai Tre si occupa della vicenda dei fratelli Timperio, morti poco più di un anno fa in un incidente stradale a Miglianico e su cui la Procura sta valutando eventuali responsabilità della pubblica amministrazione, ma la Provincia, competente sul tratto dove si è spezzata la vita dei due giovani, declina l'invito per improrogabili impegni. Catia Paravia, mamma di Pierpaolo e Valentina, è stata ospite ieri a “Mi Manda Raitre”, il programma condotto da Elsa Di Gati, chiedendo pubblicamente giustizia per i suoi figli e sottolineando come questa sia «una battaglia da compiere da genitore». La consulenza dell'ingegner Gianfranco Di Giovanni, incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Chieti, Rosangela Di Stefano, nel procedimento penale a carico di ignoti per la morte dei fratelli, ha stabilito l'inadeguatezza della balaustra posta a protezione del ponte sul fiume Foro contro cui la Fiat 500, sulla quale viaggiavano i due giovani di 27 e 23 anni, è andata a sbattere prima di finire in acqua. In virtù di ciò, Catia Paravia ha intentato una causa civile contro la Provincia, che intanto non ha accettato l'invito a partecipare al programma. Ufficialmente per «urgenze indifferibili che in questi giorni ci impegnano nel tentativo di salvare la Provincia di Chieti, che è in pre-dissesto finanziario», ha dichiarato il presidente Mario Pupillo in una nota letta in puntata. Un'assenza che ha fatto discutere gli ospiti in studio, ovvero Andrea Milanesi, direttore tecnico sinistri complessi di Studio 3A, la società specializzata nella valutazione delle responsabilità civili e penali a tutela dei diritti dei cittadini, a cui Catia Paravia si è rivolta, Antonello Spadafora, docente di Istituzioni di Diritto privato all'Università degli Studi di Roma 3, e Paola Felipe De Jesus del Labur, Laboratorio di Urbanistica. Collegato via Skype, invece, è intervenuto il sindaco di Miglianico, Fabio Adezio, che incalzato dalla conduttrice ha difeso l'operato del Comune sostenendo come nel punto della tragedia le competenze siano proprio della Provincia. «Questo rimpallo di responsabilità tra amministrazione comunale e provinciale è inaccettabile», ha commentato in una successiva nota, Ermes Trovò, l'amministratore unico di Studio 3A. «E se il Comune di Miglianico ha davvero la coscienza pulita, perché non si è costituito assieme a noi contro la Provincia di Chieti? Quanto poi alla Provincia, anziché venirci a parlare del suo dissesto, perché non ha avuto il coraggio di presentarsi e confrontarsi e non autorizza la propria compagnia assicurativa a riconoscere i diritti di mamma Catia?».

